29 dicembre 2015

Palmyra va a Times Square: un progetto di arte pubblica con l’intento di documentare i tesori in estinzione. Con il rischio di fare un set hollywoodiano

 

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Che dire: i risultati si vedranno il prossimo aprile, ma ci si può immaginare che cosa significhi vedere delle rovine di 2mila anni a Times Square. Il cortocircuito, probabilmente, sarà assicurato, ma potrebbe esserlo anche un effetto “scenografia di Hollywood” che vanificherebbe un intento piuttosto nobile: quello di mostare agli Stati Uniti – vecchi armatori degli Stati islamici – che cora resta delle opere di Palmyra, in via di estinzione: il Tempio di Bel, l’arco di accesso alla città, per esempio. 
Ovviamente giocando con altezze e grandezze simili, in modo da rendere ancora più veritiere le repliche che saranno installate qui in occasione della settimana del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, nel mese di aprile 2016. L’idea è nata dall’Istituto di Archeologia Digitale (IDA), una joint venture tra l’Università di Harvard, l’Università di Oxford, e il Museo del futuro di Dubai: un “ufficio” che prevede la ricostruzione di antiche aree sulla base di migliaia di fotografie, e che il Newsweek ha definito come la squadra dei “nuovi Monument’s Mens”. Vedremo

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