Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
A primo impatto, la mente non può non andare all’ormai mitico “Noio vulevan savuar l’indiriss” di Toto’ Peppino e la malafemmina. In versione maccheronico-spagnola. Poi, a ben guardare, Parliamos itagnolo – di questo si parla – appare qualcosa di diverso: un progetto teso a cercare l’incontro tra la più recente arte spagnola e il suo equivalente italiano, “per stabilire un punto di partenza da cui l’Accademia di Spagna possa entrare in sintonia con la società che la circonda”.
L’iniziativa curata a Roma da Nilo Casares, vede il coinvolgimento di tre autori spagnoli (due singoli e un gruppo di due artisti) e tre italiani (tra cui un gruppo di due persone e un altro di tre), che metteranno in mostra le proprie opere, sia attraverso la pura esposizione che mediante la realizzazione di seminari, conferenze e performance, che serviranno a loro volta come base per stimolare il dibattito e per favorire la condivisione tra le due comunità artistiche. Per la Spagna parteciperanno il gruppo Escoitar.org, Enrike Hurtado e Joan Leandre, per l’Italia Eva e Franco Mattes, EpidemiC e Luigi Pagliarini.
L’evento si concluderà con una performance, dal titolo Sonosfera, condotta dal gruppo Escoitar.org nel centro storico di Roma: si tratta di un’audio-azione che consisterà nel registrare i suoni della Città Eterna e in particolare di un luogo simbolo come la Fontana di Trevi con un mega-microfono lungo 7 metri, e nel trasmetterli in diretta via radio attraverso un’emittente locale.
articoli correlati
Spagna protagonista a 20eventi, se ne parla a Roma in un ciclo di incontri
Protagonisti a Roma, l’Accademia di Spagna incontra l’arte della Capitale
Spazi Aperti, Accademie ed istituti stranieri fanno sistema a Roma
Dal 10 al 14 maggio 2010
Via Di San Pietro in Montorio 3 – Roma
Info: 065812806 – info@raer.it
Web: www.raer.it
[exibart]
Via Di San Pietro in Montorio 3 – Roma
Info: 065812806 – info@raer.it
Web: www.raer.it
[exibart]












redo che “itagnolo” sia la giusta soluzione per definire un italiano maccheronico e un pessimo spagnolo. Ve io abito in Toscana a Firenze e, nonostante sia convinto che la vera lingua italiana sia proprio il Toscano,
tuttavia qualche vocabolo buffo scappa fuori.
Ci vorrebbe un libro per parlare di questo. Ti segnalo alcuni miei libri che trattano dell’argomento: Mugello, Vita di Paese, Mugello Vita di paese e dintorni, Gli italiani sanno benissimo che…, Folli e sapienti, inoltre potrai andare sul mio sito personale http://www.paolocampidori.eu e su Facebook
al mio nome: Paolo Campidori.
Ti faccio solo un esempio, noi avevamo a scuola un “professore” di inglese, che era anche portiere d’albergo di uno dei maggiori del centro città e ci chiedeva: “When you gette juste in fronte te olde bridge, oicché there is?” (Ovviamente la traduzione: Quando arrivi davanti al Ponte Vecchio cosa trovi? Era sottinteso la Galleria degli Uffizi). Ma la storia continua….
Impara il Latino, quella è la lingua, l’italiano non esiste, impara i dialetti allora…