30 settembre 2010

Parte l’era Bethenod, anche Palazzo Grassi e Punta della Dogana presentano i programmi

 

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Da sinistra François Pinault, Caroline Bourgeois e Martin Bethenod (foto Matteo de Fina)
Fuori i programmi. Questi primi giorni d’autunno sembrano proprio essere quelli scelti dai centri d’arte italiani per annunciare i progetti per la prossima stagione espositiva. Dopo il Maxxi e – proprio oggi – il Macro, è ora la volta di Palazzo Grassi e Punta della Dogana mettere sul tavolo le cartucce pronte ad essere “sparate”.
E sono cartucce corazzate, quelle esposte dalla François Pinault Foundation, con due grandi mostre affidate entrambe alla curatela di Caroline Bourgeois, che segnano l’esordio di Martin Bethenod alla direzione. A Punta della Dogana il 10 aprile 2011 si aprirà Elogio del Dubbio, una raccolta di opere storiche e nuove produzioni con una ventina di artisti che indagano “la sfera del turbamento, la messa in discussione delle certezze in tema di identità, il rapporto tra la dimensione intima, personale e quella dell’opera”.
Prenderà il via invece a Palazzo Grassi il 4 giugno 2011, in concomitanza con l’apertura della 54ma Biennale di Arti Visive, la mostra Il Mondo vi appartiene, che proporrà un diverso punto di vista, “mettendo in discussione i limiti tradizionali della geografia e dell’arte e il nostro rapporto tra l’ ‘altro’ e il mondo”. Una quarantina gli artisti presenti, provenienti da 20 paesi – Francia, Stati Uniti, Germania, Italia, ma anche Sudafrica, Iran, Irak, Kosovo, Romania, Ucraina, Costa d’Avorio, Ghana, Corea -, con una selezione di opere la maggior parte delle quali mai mostrate nelle precedenti esposizioni della Collezione François Pinault.
Due esposizioni che propongono due punti di vista specifici e complementari sull’arte come forza visionaria – ha dichiarato Pinault -. Le scelte di Caroline Bourgeois testimoniano la straordinaria capacità degli artisti di esplorare il rapporto con i nostri stessi interrogativi e la nostra relazione con gli altri”. E per le prossime mostre, auguriamoci di non dovere attendere altri due anni…

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