09 settembre 2016

PC, ovvero “Personal Communication”. Stasera a Bologna, negli spazi di Adiacenze, un’indagine performativa sugli spazi di condivisione comunicativa

 

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Abbiamo in comune soltanto una memoria. Raccolta sotto la stessa volta celeste
(dall’invito allo spettatore di Alisia Cruciani) 
Bologna. Stasera dalle 20 negli spazi di Adiacenze (vicolo Spirito Santo, 1/B) si terrà la performance di Antonio Pipolo PC – Personal Communication evento di chiusura della mostra di Alisia Cruciani “RATURE. Spazio del Possibile. Azione N_3”, a cura di Michele Gentili.
Grazie al software sviluppato in collaborazione con Nicola Pisanti Pipolo intende riflettere sui sistemi di conservazione e trasmissione della memoria ponendo l’accento sulle difficoltà e i mutamenti nei modelli di comunicazione del nuovo homo technologicus
Lo farà attraverso “un incontro ravvicinato tra unità umane sconosciute” con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico intervenuto in un dialogo silente di piccole e private memorie personali. 
La medesima volontà che ha d’altronde mosso la stessa Cruciani laddove all’interno della mostra Rature. Spazio del Possibile. Azione N_3 ha invitato il pubblico (oggi l’ultimo giorno) a partecipare depositando un contributo reale o immaginario del proprio paesaggio rappresentativo, della propria memoria. 
Stasera quindi ai luoghi privati dell’anima della Cruciani, alle sue memorie e a quel quotidiano elevato a ricordo simbolico sarà mischiato un più grande racconto, anch’esso corale stavolta condensato attraverso lo strumento mediale. 
Il materiale documentario raccolto durante la performance PC – Personal Communication confluirà nel più grande atlante dei ricordi che sarà presentato come summa del lavoro degli artisti prossimamente da Adiacenze (Paola Pluchino).

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