12 dicembre 2015

Pensavate che il Whitney museum of American Art fosse completo? E invece no, nel 2016 svelerà il suo “Open Space”. Con un programma d’eccezione

 

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Del nuovo Whitney museum of American Art progettato da Renzo Piano, e della sua mostra inaugurale, vi avevamo raccontato mesi fa in occasione della settimana di Frieze New York. Ma il bellissimo tempio dell’arte a stelle e strisce continua a stupire, e non tanto per le mostre, ma perché oggi si annuncia l’apertura di un nuovo spazio. 
Si aggiunge già un pezzo? No, al quinto piano dell’edificio di Renzo Piano tutti i muri interni verranno eliminati e si comporrà quello che sarà il più grande Open Space espositivo della città, libero da colonne e muri che non siano solo quelli del perimetro (qui sostituito dalle magnifiche vetrate). 
E che cosa si si infilerà in questa immensa “arena”? Una serie di progetti decisamente temporanei e decisamente site specific. Un’area performativa che, forse, un po’ mancava al museo, con l’aiuto di una serie di grandi artisti e musicisti. 
«Per celebrare il termine di questo anno inaugurale vogliamo rivelare questo spazio per la prima volta nella sua interezza e dare agli artisti la possibilità di rispondere al sito con nuovi progetti o per mettere in scena lavori dalla collezione che non potevamo mostrare prima», ha detto Scott Rothkopf, capo curatore del museo.
Ci sarà insomma ancora da stupirsi, e vedremo come ci aiuteranno Andrea Fraser, Lucy Dodd e la sua pittura, così come la scultura monolitica di Michael Heizer, che riprorrà uno dei celebri vuoti (realizzato a Monaco di Baviera), il compositore jazz e performer Cecil Taylor e il regista Steve McQueen. Tutti rigoramente presenti durante la loro settimana di gloria. In un museo che detta già la storia.

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