19 luglio 2016

Performance al Palatino: quando le rovine diventano corpo. Ecco il “Diario di un ventre scavato” di Sissi

 

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Archeolomia. Una lezione speciale e ibrida, tra archeologia e anatomia, appunto, quella che terrà Sissi per i visitatori del Palatino, giovedì, all’interno del progetto “Par tibi, Roma, nihil”.
Dentro l’antico stadio l’artista bolognese (1977) ricreerà idealmente un corpo, raccontando connessioni tra storia antica e visibile, e interiorità.
Già, perché tutto nasce dallo sguardo acuto dell’artista che da anni ha concentrato la propria ricerca e la propria pratica sull’anatomia umana e l’archeologia, e studiando il suo nuovo “teatro anatomico” si è accorta che le rovine qui conservate, se viste dall’alto, mostrano la fisionomia di uno scheletro umano, una figura supina. 
Ecco che dunque, da qui, nasce il Diario di un ventre scavato: dotando questa figura immaginaria di un cervello e delle viscere, l’artista imprime nuova vita, partorendo una coscienza in cui umano e storia si fondono, e che verranno raccontate al pubblico dinanzi a un monumentale disegno che descrive in parte lo scheletro archeologico della storia e in parte creato da Sissi, che lo completa dotandolo di un’inverosimile materia organica, emotiva e concettuale. E che si scopre non solo casualmente, come spesso accade con i reperti, ma anche con la curiosità e l’emotività di chi può fare della storia uno splendido gioco. 

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