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Sembra un affare di provincia, ma la dice lunga sulla gestione di molte strutture italiane per cui sono stati spesi milioni, per recuperi e affini, e poi si sono ritrovati con un pugno di mosche.
Stavolta a finire sotto la lente è il Museo Civico di Monza, in un ritratto impietoso tracciato dal Corriere della Sera.
Per una piccola realtà, in effetti, il buco è abbastanza impressionante: 306mila euro di costi di gestione, a fronte di soli 18mila euro di ricavi nell’anno 2015.
Il museo, inaugurato nella quattrocentesca Casa degli Umiliati nel 2014, pare non riesca a resistere alla nuova direzione che ha preso Villa Reale, con il suo nuovo programma di mostre – dopo i lunghi restauri – ma nemmeno al locale Museo del Duomo.
E di chi è la colpa? Si potrebbe dire delle gratuità: già, perché quello che si è riscontrato, è che le partecipazioni di massa si sono verificate solo in corrispondenza di aperture gratuite, magari collegate a eventi collaterali come i laboratori per bambini organizzati durante i fine settimana.
«Teniamo presente che non stiamo parlando di Brera o di un’esposizione dove la gente torna magari più di una volta Forse servirebbe un po’ più di coraggio. La struttura ha delle bellissime sale laterali vuote che potrebbero essere sfruttate meglio. Un esempio? La mostra di Caravaggio a Villa Reale avrebbe potuto essere ospitata nei Musei civici», ha spiegato al quotidiano Raffaella Fossati, presidente dell’associazione Amici dei Musei.
Ma l’altro grande problema, stando alle dichiarazioni, sarebbero non solo i costi di gestione – dove le utenze e la sicurezza non sono di certo facilmente arginabili – ma quelli legati al personale: sul gap di oltre 300mila euro, 99mila euro andrebbero a 4 persone già dipendenti del Comune. E chi chiediamo a cosa servano, in realtà, se poi invece gli ingressi (se si escludono alcuni momenti) sono così bassi. La chiave per ripartire, insomma, potrebbe essere nascosta qui, e forse anche nella volontà di dare un’indirizzo un po’ più preciso a una struttura che nella ricca Brianza potrebbe essere un nuovo fiore all’occhiello. O, contrariamente, tornare chiuso tra poco con un po’ di indifferenza, e risparmiando qualche soldo comunale.














