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Criticati, osannati, temuti, cercati come prima fonte di real news, come diagnosi dello “stomaco” dell’arte e dei suoi animatori. Che in Italia si danno sempre più convegno sulle pagine di Exibart.
Sono in molti ormai a considerare il “commentario” delle nostre pagine online una delle maggiori arene dove oggi si produce dibattito in Italia attorno ai temi del contemporaneo, tanto che è da lì che è emerso quello che è un vero e proprio fenomeno, ovvero l’indefinita figura di Luca Rossi.
Tutto questo non poteva sfuggire a Christian Caliandro, uno dei nostri migliori saggisti, titolare della rubrica inteoria su Exibart.onpaper ed acuto osservatore dei costumi comunicativi dell’artworld italico. Che al tema ha dedicato un lettissimo elzeviro, titolo Piovono commenti. E si è scatenato il paradosso: ben 76 – nel momento in cui scriviamo – commentatori pronti a chiosare la propria fenomenologia. Confermando peraltro fin da subito l’assunto dell’articolo: ovvero il frequente dissociarsi dei commenti dal tema in oggetto, per andare a parare da tutt’altra parte. Commentatori che ora sublimeranno il tutto commentando questa news…
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Piovono commenti
[exibart]












l’importante è non votare la permanenza dello scopiazzadito di cacchelan perchè il dito originale ha già la sua naturale collocazione su internet (dove peraltro, a differenza di una piazza dove piove e basta, piovono commenti) .
Guardate. Avete ragione, Exibart sta avendo un ruolo storico in Italia in questo momento.
Il sistema “maturo” e moderno dell’arte contemporanea italiano si è formato negli anni ’90. Il sistema ha funzionato qualche anno come novità e perchè proponeva comunque un linguaggio interessante (consolidamento di cattelan, beecroft, vezzoli, perrone, cuoghi, zuffi, ecc).
Poi però il sistema è andato incontro ad una degenerazione. Gli operatori si sono ritrovati in pochi, una sorta di setta di adepti (definizione di Luca Cerizza in Espresso Arte Oggi In Italia 2000, mostra e catalogo presso Palazzo delle Papesse).
Tutti si sono ritrovati dipendenti e collegati con tutti. Anche quelli che aspirano alla scena estera si chiedono: perchè inimicarsi degli operatori amici italiani, semmai complici nel sopravvivere in un ‘italia che osteggia il contemporaneo???
A questo bisogna aggiungere 2 specificità italiane: un sistema interno precarizzato (carenza di fondi e strutture) ed esterofilo (necessità di inseguire la moda mainstream per sentirsi migliori in un’ italia non abbastanza centrale ma neanche abbastanza esotica).
Il risultato è che nessuno se la sente di criticare nessuno. Quando per critica intendo rilevare le luci e le ombre di un ‘opera. Quando per critica intendo evidenziare delle alleanze di sistema (artista-museo-galleria, per esempio) che alla lunga vanno a disincentivare e mortificare i contenuti, e quindi il linguaggio sviluppato.
Di fronte a questa assenza di CONFRONTO CRITICO i commenti di Exibart hanno avuto (ed hanno) un ruolo importante nel definire una critica spontanea che viene dal basso. Gli effetti collaterali sono alcuni commentatori che esagerano. Ma i responsabili di questo sono un gruppo di operatori SNOB che si muovono come politici navigati (attenti alle convenienze) e che, per questo, non favoriscono alcun confronto.
C’è anche da dire che la posta in gioco in Italia è molto bassa, e quindi come biasimare ,questi operatori silenti, se mirano a compiacere tutti e a fare il loro compitino corretto e rassicurante???
In questi anni l’assenza di confronto ha depresso il linguaggio sviluppato. E i risultati si vedono dall’assenza di artisti italiani “sulla scena internazionale che conta” (cit. Pier Luigi Sacco, Flash Art). Nessuno nella TOP 30 di Obrist, nessuno in Creamier, nessuno comunque nelle principali rassegne internazionali. Escludo le cosiddette “quote rosa” che il sistema internazionale deve all’italia come sistema che comunque paga e partecipa (mi riferisco soprattutto alle fiere). Ma queste “quote rosa” vedono artisti italiani come comparse sulla scena internazionale. E se anche volessimo prescindere dalle classifiche e dalle selezioni, quali scarti linguistici ci sono stati in italia rispetto la storia e il mainstream? Se togliamo Cattelan che ha comunque 50 anni, Vezzoli che ha ripreso il POP in chiave vintage e quell’unica buona intuizione reiterata di Vanessa Beecroft?
non avevate proprio niente da scrive, eh!
Ci sono delle cattive qualita’ che producono grandi talenti
La Roche, peccato che le cattive qualita’ fossero in passato premiate con la Bastiglia ed oggi con la censura.
Non comprendo sinceramente la volonta’ di codesta Spettabile Redazione nel negare la pubblicazione del commento che ho postato il giorno 11-11-2010 di giovedi in cui , in quattro chiari punti, mettevo il discussione l’articolo “piovono i commenti” a firma del Sig. Caliandro Christian.
Eppure il medesimo, nel predetto articolo, annegava in un mare di delirio nell’affermare che lo spazio della rivista exibart era un paradisiaco luogo di liberta’ (cito testualmente, dice Caliandro: ” ma qui potete scrivere qualsiasi cosa Vi passi per la testa”).
Ebbene faccio presente e ribadisco a codesta Spettabile redazione che non ho certo messo in discussione la persona del Sig. Caliandro ma solo ed esclusivamente il suo scritto, in modo puntuale e circostanziato e non certamente per PARTITO PRESO o per sciocco protagonismo adombrato nel di lui articolo “piovono i commenti”.
Confido e mi appello allo spirito liberale di codesta Redazione nel pubblicare la presente e non ho difficolta’ sempre con la medesima a riconoscere pubblicamente i miei errori se ho abusato della mia “liberta” nel commentare con lo scritto non pubblicato.
Con Viva Stima.
Marras
Non comprendo sinceramente la volonta’ di codesta Spettabile Redazione nel negare la pubblicazione del commento che ho postato il giorno 11-11-2010 di giovedi in cui , in quattro chiari punti, mettevo il discussione l’articolo “piovono i commenti” a firma del Sig. Caliandro Christian.
Eppure il medesimo, nel predetto articolo, annegava in un mare di delirio nell’affermare che lo spazio della rivista exibart era un paradisiaco luogo di liberta’ (cito testualmente, dice Caliandro: ” ma qui potete scrivere qualsiasi cosa Vi passi per la testa”).
Ebbene faccio presente e ribadisco a codesta Spettabile redazione che non ho certo messo in discussione la persona del Sig. Caliandro ma solo ed esclusivamente il suo scritto, in modo puntuale e circostanziato e non certamente per PARTITO PRESO o per sciocco protagonismo adombrato nel di lui articolo “piovono i commenti”.
Confido e mi appello allo spirito liberale di codesta Redazione nel pubblicare la presente e non ho difficolta’ sempre con la medesima a riconoscere pubblicamente i miei errori se ho abusato della mia “liberta” nel commentare con lo scritto non pubblicato.
Con Viva Stima.
Marras
Prendo atto della Onesta’ intelletuale di codesta Spettabile redazione e di conseguenza riconosco di avere usato delle forme non accettabili nel commentare l’articolo “piovono i commenti”.
Ripropongo ora, in forme urbane , il testo del mio scritto nella sua essenzialita’ :
a) contestavo all’articolo “piovono i commenti”
la diversita’ di con-testo laddove si faceva esplicito accostamento tra il clima di una ipotetica nonche’ tipica assemblea (di contenuto politico) degli anni 60 e 70 rispetto alle posizioni espresse dai lettori nello spazio dei commenti : ovvero, una cosa è una espressione (orale) formulata in con-temporanea ed in contrapposizione ad altrettante (in un clima ovviamente gravido di passioni nonche’ emotivita’, ricordo che quei tempi furono teatro di aspri conflitti sociali) una altra cosa è invece una somma di posizioni espresse attraverso un flusso di messaggi originati in una stanza di casa , tranquillamente seduti. tutto qui.
contestavo all’autore dell’articolo un errore storico , perche’ proprio a causa di detto accostamento non si rendeva conto leggere quell’epoca at-traverso la propria mentalita’ e non attraverso un esperienza diretta oppure un attenta analisi storica attraverso l’esame (perche’ no l’esame delle cronache di quel periodo).
b) contestavo inoltre il fatto che l’autore ricorresse ad una fenomelogia ( posso dire un po’ affrettata?) attraverso due regole in cui divideva i commenti in due aggregati : in uno , maggioritario, coloro che rispondevano ad articoli poco interessanti un altro invece , minoritario (posso dire scarsamente presente?) che rispondeva invece ad articoli MOLTO interessanti. Tutto qui.
Riconosco , lo devo, che ho fatto sfoggio in questo (nello scritto) ad ironia che in vero non era bella e sopratutto inopportuna
ma le intenzioni che mi avevano guidato erano serie perche’ in essenza vedevo nell’articolo di Caliandro non una analisi…ma in realta’ l’evidenziare e mettere in primo piano una posizione egemone degli articolisti in termini “”di teoria dell’arte”” rispetto alla totalita’ dei commenti fatti dai lettori. tutto qui.
(una visione ovviamente discutibile , ci mancherebbe).
Rinnovo la mia stima alla Rivista (inclusi i suoi collaboratori) ed un saluto ai lettori .
Marras