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Il Ponte Contemporanea di Roma, dopo 23 anni di attività, cambia pelle e da domani apre le sue porte a Palazzo Cenci, dopo l’apertura di un secondo spazio nella città cinese di Wuchang, con Il Ponte Chu.
A Roma, per definire di nuovo questa unione, saranno infatti in mostra due “sponde” del mondo dell’arte: quella orientale, con Zhang Zhan, Zhan Rui e Liu Dahai (foto in home page), e quella europea con Matteo Basilé, Myriam Laplante e Rivka Rinn.
In entrambi gli “schieramenti” è la pittura che vince, sia che si tratti di scenari contemporanei come quella di Zhan Rui, sia di “artifici” pre-romantici come nel caso di Zhang Zhan o il nuovo viaggio tra luci e ombre, tra terrestre e onirico, nella nuova serie di Matteo Basilé (nella foto sopra).
Ma non sarebbe vera festa senza un nuovo ricordo. Ed ecco, infatti, che domani sarà anche presentato il libro Invito All’Opera di Achille Bonito Oliva (Drago edizioni, Roma), che insieme ai precedenti volumi The Bridge of Art e Artisti Solitari, completa la serie editoriale che documenta i 23 anni di attività della galleria.
E a Palazzo Cenci non solo ogni piano ospiterà un singolo artista, creando così piccole personali all’interno della collettiva, ma al piano inferiore nasce STRONGBOX. Di che si tratta? Di un angolo di sperimentazione e ricerca, che coglie l’eredità di quello che vent’anni fa è stato Il Ponte Project. Perché l’arte ha sempre bisogno di nuove generazioni.




















