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Non aveva ancora inaugurato, che Arco – la fiera madrilena aperta fino al 21 febbraio – si trovava a fronteggiare la prima polemica. Poche ore prima che i principi tagliassero il nastro, l’ambasciata dell’Israele in Spagna ha diffuso un comunicato ufficiale in cui esprimeva una formale protesta per le opere dell’artista Eugenio Merino esposte in fiera dalla Galleria ADN di Barcellona. Opere che contengono “elementi offensivi per ebrei, israeliani e, certamente, anche per altri”.
L’opera al centro della polemica è Stairway to Heaven, che cita elementi della religione ebraica “per mera provocazione”, sostiene l’ambasciata. Diverso il parere di Miguel Ángel Sánchez, direttore della galleria, secondo il quale il lavoro di Merino “trasmette un messaggio positivo e ottimista sull’incontro fra le religioni”. Al punto che l’opera sarebbe stata già venduta per 45mila euro ad un acquirente belga il cui nome, a detta del direttore, tradisce origini ebraiche.
Eugenio Merino non è nuovo comunque ad operazioni sensazionalistiche: nella scorsa edizione di Arco, fece molto discutere una sua opera che ritraeva Damien Hirst suicida ed esposto al pubblico sguardo dentro una delle famose vetrine. Guarda caso, anche quella venduta nel primo giorno di fiera…
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