24 ottobre 2010

Political (un)correctness? Il rapporto dell’antico con la città contemporanea sulle pagine di Exibart.onpaper

 

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Gli scavi urbani? Occorre in molti casi ricoprirli”. Orrore, parole impronunciabili per i tanti archeo-pasdaran in servizio in Italia. Parole che ovviamente non possono essere disgiunte da una fase propositiva, ovvero la creazione “di strutture ipogee che permettano la visita ai resti”.
Idee sostenute in passato, senza successo, Giuseppe Valadier; e che ora Fabrizio Federici – coordinatore dell’Osservatoro Mostre e Musei della Scuola Normale Superiore di Pisa – rilancia con un suo articolo di approfondimento su Exibart.onpaper, che ricostruisce per certi versi la storia dell’architettura e urbanistica contemporanee in rapporto con l’antico, lanciando alcuni sassi propositivi nell’agitato stagno.
Per quanto riguarda gli edifici antichi, bisognerà provvedere ad attribuire loro una funzione, che ne consenta un pieno reinserimento nella città contemporanea: non si può quindi pensare al solo fine espositivo (il monumento classico come museo di se stesso o come sede di mostre, come avviene ai Mercati di Traiano), ma a una pluralità di utilizzi, possibilmente “alti” (biblioteche, centri di documentazione, sale da concerto o per proiezioni…)”.
Come? Come accaduto a… Beh, ora basta, il resto lo trovate su Exibart.onpaper, ormai pronto per la stampa per essere in prima fila all’apertura di Artissima e nei tanti Exibart.point dove lo trovate gratis…

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