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Annunciato poco fa il vincitore dell’edizione 2016 del Premio MAXXI, in occasione della serata di gala del museo che ha visto anche la performance di Thomas De Falco all’ingresso dell’edificio progettato da Zaha Hadid.
A spuntarla, tra Riccardo Arena, Ludovica Carbotta, Adelita Husni-Bey – premiata oggi alla Quadriennale, da illy caffè – e il collettivo ZAPRUDER filmmakergroup, ovvero David Zamagni, Nadia Ranocchi e Monaldo Moretti, è stato proprio il gruppo, selezionato dalla giuria composta da Anna Mattirolo, Hou Hanru, Matteo Garrone, Helena Kontova, Francesco Manacorda e Adelina von Furstenberg. “Per la forte inclinazione visionaria, gli aspetti perfomativi legati al teatro dell’assurdo e l’effervescenza del collettivo”, era stata la motivazione, che è valsa dunque alla vittoria e all’ingresso dell’opera nella collezione permanente del museo. Menzione speciale, invece, per Ludovica Carbotta.
Zapruder ha presentato un progetto legato al cinema espanso nel quale immagini in movimento e oggetti sono fusi insieme. Zeus Machine, questo il titolo dell’intervento, nasce e si sviluppa attorno alla sceneggiatura scritta dal collettivo per il loro omonimo film, dedicato alle Dodici fatiche di Ercole: una scultura-video, che si staglia dorata e che al suo interno proietta un film in più atti che racconta i poteri del mito con un tratto ironico e leggero.
Sopra: PREMIO MAXXI 2016, ZAPRUDER, © Musacchio & Ianniello
In home page: la performance di Thomas De Falco
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