28 settembre 2009

Premio Termoli 2009, vincono Cristiana Palandri e Luana Perilli

 

di

Dissolving #1, di Cristiana Palandri, e a destra Complicity (hug), di Luana Perilli
Sono Cristiana Palandri, con l’opera Dissolving #1, e Luana Perilli, con Complicity (hug), le vincitrici dell’edizione 2009 del Premio Termoli, tenutosi presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea della cittadina molisana con il titolo di Interplay. Una delle più consolidate e storiche manifestazione artistiche italiane, per la quale le curatrici Miriam Mirolla e Carla Subrizi avevano selezionato 24 giovani artisti.
Gli artisti invitati da Miriam Mirolla erano Costanza Del Testa, Matteo Fato, Hugh Findletar, Giuliano Lombardo, Sebastiano Mauri, Cristiana Palandri, Gabriele Pesci, Benedetto Pietromarchi, Elena Sbardella, Alice Schivardi, Susana Serpas Soriano, Lucia Uni. I selezionati da Carla Subrizi erano invece Diego Bonetto, Carola Bonfili, Chiara Camoni, Emanuela De Notariis, JB Rock, Domenico Mangano, Sandrine Nicoletta, Caterina Notte, Luana Perilli, Massimo Pianese, Nordine Sajot, Giulio Squillacciotti.






Info: 0875702311507 – cultura@comune.termoli.cb.it

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5 Commenti

  1. la prolificazione di questi premi, e la sovrapproduzione di giovani artisti sono fenomeni veramente sintomatici. Si vince il premio e poi…???non riesco a capire se i giovani artisti sono tronchetti di legno per il fuoco del sistema o criceti sulla ruota…

  2. Non si contano, ormai, i premi e le possibilità per farsi notare o per vincere l’opportunità di fare un’esperienza formativa all’estero.
    L’impressione è che ci siano talmente tante occasioni, vere o presunte, che la frammentarietà rischia di essere l’unica certezza. D’altronde sempre più spesso i vincitori finiscono ben presto per essere dimenticati e solo chi viene sostenuto e accudito da un Curatore può sperare di farcela.

    http://startgallery.blogspot.com/2009/09/frammentarieta.html

  3. Tutto vero, io sto solo aspettando che ci si accorga finalmente che il re è nudo. Che le residenze all’estero e i premi non servono a un cavolo se non esiste un’urgenza reale dentro al lavoro del giovane artista di turno.

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