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La lista dei ministri girava ormai da parecchi giorni, e nella quasi totalità le previsioni avevano visto giusto sui nomi che poi Silvio Berlusconi ha chiamato a far parte della compagine di governo. Nessuna sorpresa quindi anche per il Ministero dei Beni Culturali, affidato – come anticipato anche da Exibart, in “ballottaggio” con Fabrizio Cicchitto e Paolo Bonaiuti – all’esponente di Forza Italia Sandro Bondi. Nato a Fivizzano – Massa Carrara – nel 1959, si è laureato in filosofia all’Università di Pisa, iniziando subito la carriera politica come funzionario della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Eletto nel 1990 sindaco del suo paese, Fivizzano, nelle liste del Pci, lascia il partito dopo che nel 1992 la sua giunta viene rovesciata. È curiosamente legato alle arti visive il suo primo contatto con Silvio Berlusconi, al quale viene presentato dallo scultore Pietro Cascella. Eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia nel 2001, del 2005 è responsabile della comunicazione del partito e nello stesso anno ne viene nominato coordinatore. Le sue escursioni dirette nella sfera della creatività le affida alla poesia, tenendo sul mensile Vanity Fair la rubrica Versi diversi.
Una nomina tutta da valutare (anche dopo aver letto la lista dei sottosegretari) e da giudicare solo dopo i primi provvedimenti. Nella speranza di una attenzione al mondo dell’arte decisamente superiore a quella dei vari Urbani e Buttiglione, suoi predecessori nella scorsa legislatura berlusconiana. La cultura, non ci vuole una laurea per capirlo, è e può essere ancor di più il petrolio dell’Italia. Bondi, ne siamo certi, non si farà sfuggere l’occasione di estrarlo. Buon lavoro, Ministro..
[exibart]












una notizia spassosa presentata in modo ancora più spassoso. E’giusto.Giudichiamo dai fatti.
Hai visto mai che il personaggio,ben noto,autore di versi mirabili e di azioni pubbliche ancora più mirabili, si riveli un buon ministro dei beni culturali.Attendo il commento del Vernacoliere per riflessioni e pronostici più seri.
ma sì lasciamolo lavorare! Voglio vedere se è più bravo lui ai Beni Culturali o la valletta mancata Carfagna alle pari opportunità!
la foto di un ex comunista in preghiera è veramente toccante… miracoli di silvio…
giusto attendere l’operato per giudicare… d’altronde se il bondì si vede dal mattino…
grande Mario 😀
oddio.
E se…
E se la prima iniziativa del nuovo ministro dei Beni Culturali fosse di omaggiare il vero salvatore dell’Italia, il novello Napoleone, l’unto del signore, il quasi santo, il “mi-son-fatto-tutto-da-solo”….
E se comparisse una statua (colossale, of course) sul Campidoglio…
(Incubi d’inizio mandato..)
purtroppo,
non è tutto; si sussurra che il “consigliere” principe del neo Ministro potrebbe essere addirittura lo “scontatissimo” e divertente -fa ridere- Sgarbi:evidente la conferma che “al peggio non vè mai fine”.
gp.san.city
ODDIO.
Credo che Bondi abbia la sensibilità giusta per fare il ministro dei Beni Culturali. Quanto alla parlamentare Carfagna, mi sorprende che una donna la liquidi come una “valletta”. E’ la solita abitudine italiana di disprezzare chi non si conosce.
…la cultura, non ci vuole una laurea per capirlo, è e può essere ancor di più il petrolio dell’Italia. Bondi, ne siamo certi, non si farà sfuggere l’occasione di estrarlo. Buon lavoro, Ministro…
Ma per favore, un po’ di distacco professionale dalla notizia.
Non abbiamo bisogno di altri servi.
Giacchè ci siete, le prossime speedy fatele curare a Emilio.
…Le sue escursioni dirette nella sfera della creatività le affida alla poesia, tenendo sul mensile Vanity Fair la rubrica Versi diversi…??? Però!
A Luca Sardella un sottosegretariato si poteva anche dare.
..mammamia..
Bastava una lettera per fare meglio e ora avremmo ministro Massimo…Boldi