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Il governo egiziano ha assunto una società privata per gestire le tre piramidi della piana di Giza, e ad altre due imprese ha affidato la pulizia e la sicurezza del sito. Ad annunciarlo è stata l’agenzia MENA, e pare che l’operazione costerà all’Egitto qualcosa come 500mila euro l’anno. Il primo ministro Sherif Ismail, che si è incontrato con i funzionari del Ministero del Turismo e delle Antichità, ha annunciato l’accordo raggiunto.
Si punta sul privato perché il “pubblico” scarseggia come funzionalità? Sarà che, dal 2011 ad oggi, il crollo del turismo nel Paese nordafricano è stato vertiginoso? Sarà che solo nell’ultimo anno, a causa delle violenze, degli attentati (l’aereo russo abbattuto sul Sinai, ricordiamolo) si è diminuito di un altro 50 per cento di ingressi rispetto al 2015?
Sarà anche per questo che il governo egiziano ha annunciato che in loco metterà un maggior numero di “polizia turistica”, e che si ripristinerà un ospedale che si trova nella zona delle piramidi, nel popoloso quartiere popoloso di Al Haram, dove gli edifici circondano i monumenti antichi? Sarà. E sarà che senza turismo le cose non potranno funzionare molto meglio.













