08 marzo 2016

Può un’app essere un’opera d’arte? Prova a rispondere contemporary locus, con il progetto di Diego Zuelli. Fino alla fine del mondo

 

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La tecnologia è sempre più spesso al servizio della creatività e da qualche tempo sembra proprio che sia anche in grado di produrre arte. È di qualche giorno fa la notizia della vendita di 29 dipinti realizzati da Google grazie a un algoritmo, un fatto che trasformerebbe i computer in artisti, sfilando per sempre questo monopolio all’inventiva dell’essere umano. Ma può un app essere considerata essa stessa un’opera d’arte? Prova a rispondere a questa domanda contemporary locus che presenta The Simple Combinations, un’applicazione nata da un progetto di Diego Zuelli, artista che da sempre usa il video e la computer grafica nel suo lavoro. 
L’app, disponibile per iOS e per Android, non fa altro che trasformare giornalmente le cifre che compongono anno, mese e giorno in una sequenza numerica in grado di creare un disegno in bianco e nero. Una nuova immagine animata, frutto dell’algoritmo, verrà realizzata ogni ventiquattro ore, fino a creare migliaia di sovrapponibili combinazioni che andranno avanti fino al 31 dicembre 9999. (gt)

1 commento

  1. sono completamente d’accordo sul fatto che le combinazioni semplici di diego zuelli siano arte, ma ritengo una stupidaggine sostenere che la tecnologia produce arte: e’ un mezzo in mano all’artista, che e’ l’artefice

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