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La tecnologia è sempre più spesso al servizio della creatività e da qualche tempo sembra proprio che sia anche in grado di produrre arte. È di qualche giorno fa la notizia della vendita di 29 dipinti realizzati da Google grazie a un algoritmo, un fatto che trasformerebbe i computer in artisti, sfilando per sempre questo monopolio all’inventiva dell’essere umano. Ma può un app essere considerata essa stessa un’opera d’arte? Prova a rispondere a questa domanda contemporary locus che presenta The Simple Combinations, un’applicazione nata da un progetto di Diego Zuelli, artista che da sempre usa il video e la computer grafica nel suo lavoro.
L’app, disponibile per iOS e per Android, non fa altro che trasformare giornalmente le cifre che compongono anno, mese e giorno in una sequenza numerica in grado di creare un disegno in bianco e nero. Una nuova immagine animata, frutto dell’algoritmo, verrà realizzata ogni ventiquattro ore, fino a creare migliaia di sovrapponibili combinazioni che andranno avanti fino al 31 dicembre 9999. (gt)





















sono completamente d’accordo sul fatto che le combinazioni semplici di diego zuelli siano arte, ma ritengo una stupidaggine sostenere che la tecnologia produce arte: e’ un mezzo in mano all’artista, che e’ l’artefice