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Aveva inaugurato nel 1969, nella sua Macerata, con la galleria Artestudio. Ma è a Roma, a partire dal 1975, che Pio Monti trova la sua dimensione. E fa la storia.
Una storia fatta di incontri, di provocazioni, di immagini, di grandi personaggi che oggi si festeggia proprio in occasione dei 40 anni, con la mostra “Il futuro è passato”.
Come però si può immaginare, al diavolo le celebrazioni, ed ecco un’esposizione che un ritratto traslato e vivo, una raccolta di memorie, energie e sinergie che raccontano un’epoca e la scrittura di un’epoca in continua evoluzione. Così compare, appunto, la “compagnia” che ha accompagnato e segnato il passo del gallerista, tra personale e professione, passando da Man Ray a Michelangelo Pistoletto, dal barone Franchetti a De Dominicis, da Alighiero Boetti a Emilo Prini, Getulio Alviani e De Maria, Lewitt e Cucchi e Vettor Pisani, tra tanti altri.
Immagini, ma non solo: in mostra anche opere d’arte. Una piccola selezione dettata dal cuore, di pezzi che hanno segnato un momento particolare e sono rimaste a lungo vicine alla persona e al professionista. Che di certo non mancherà di aneddoti. Auguri, Pio!
Nella foto Pio Monti in un ritratto del 1972



















