03 dicembre 2015

Qui Miami/5. Esplosiva NADA. La fiera indipendente degli art dealers torna “on the beach” e scoppia di salute

 

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Prime ore per NADA New Art Dealers Alliance Fair a Miami, negli spazi del Fountainbleau Hotel. Che dire? Che ha accompagnato l’opening una ressa incredibile, e dove una moltitudine di collezionisti, da uno stand all’altro, prezzi alla mano, hanno fatto tirare fuori dai magazzini qualsiasi cosa ai galleristi, con il risultato che anche i corridoi sono stati usati come banco di vendita. 
Già, NADA, americanissima fiera, sembra scoppiare di salute da queste parti. Sarà merito anche del fatto che l’offerta è vastissima (la pittura trionfa sempre) e che gli espositori hanno stipato di opere ogni centimetro quadrato, con allestimenti ipertrofici, coloratissimi, accattivanti, trasformando pavimenti, pareti, rendendo la fiera una vera festa per gli occhi, che piaccia o meno quello che si vede esposto. 
La diatriba, poi, stando alle conversazioni degli art lovers, stamattina (fuso di Miami) è la seguente: meglio NADA o meglio Untitled? Il paragone non sussiste: quanto è leggera la fiera di cui vi abbiamo raccontato ieri, nella tensostruttura sulla spiaggia, tanto è ridondante quest’ultima. 
Qualche highlights? Prendeteli un po’ come pure indicazioni, talvolta anche ludiche, e specchio di un collezionismo decisamente da Mid-West, se così possiamo definirlo. Bello lo stand di Marlborough Chelsea, che tra le altre pitture propone un ritratto di James Dean, e belli anche i tappeti di Alexandra Navratil alla berlinese Ben Gunn. Il tappeto, in effetti, pare un genere che va forte da queste parti, e lo si trova in produzioni esposte anche in diverse altre gallerie. 
C’è poi chi con la pittura “paravento” occulta l’ingresso al proprio stand, come James Fuentes, mentre sono un po’ pesci fuori dall’acqua i ragazzi di Tel Aviv della galleria Tempo Rubato, che mettono in scena un solo show di Gil Marco Shani, pittore che in stile Hockney completamente virato in viola mette in scena corpi soli in interni domestici.
Solo show anche per The Journal Gallery di Brooklyn, con i pupazzi di Agathe Snow e le sue tele cucite. Anche qui, però, siamo nell’ordine di un’esagerazione. Proprio come questa fiera, che avevamo lasciato decisamente ordinata e luminosa lo scorso maggio a New York, e che qui invece vi strapazzerà gli occhi. 

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