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La città di Parma si apre alla creatività contemporanea, per un’arte che diventi motore di trasformazione sociale e veicolo indispensabile per comunicare significati e valori.
Dal 2 aprile al 15 maggio il progetto Parma 360 porterà nel capoluogo cultura ed eventi, e il progetto cardine sarà l’installazione di un nuovo Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, illustrato in modo dettagliato all’Auditorium del Palazzo del Governatore della città emiliana oggi, dal curatore Fortunato D’Amico, rappresentante di Cittadellarte e Fondazione Pistoletto.
Grazie al coordinamento dell’associazione parmigiana Manifattura Urbana, verrà allestito il simbolo del Terzo Paradiso in Piazzale della Pace, un’area monumentale che pur essendo nel centro storico, negli ultimi anni, sta diventando periferica e sta subendo un processo di incuria e abbandono. Come ha spiegato D’Amico «Il Terzo Paradiso è il segno infinito, un simbolo ideato per diffondere nel mondo un messaggio di rinascita e di condivisione, un simbolo di pace». Dal 2005 il progetto dell’artista piemontese è diventato una grande operazione collettiva che unisce le comunità umane. Infatti in molte città d’Italia, d’Europa e del mondo il tema, declinato in happening, e ha visto la partecipazione di migliaia di persone, bambini ed adulti, per proporre un messaggio di rispetto verso la natura e gli spazi urbani, attraverso un coinvolgimento creativo.
Anche questo succederà anche a Parma, grazie alla messa in posa di 200 pallet di legno modulari della dimensione di 120 x 80 centimetri, che potranno essere personalizzati sia con elementi a verde (piante, fiori ecc…), sia con elementi di arredo urbano (sedute, tavoli, giochi ecc…).
Ogni cittadino potrà così partecipare attivamente alla riqualificazione della propria città proponendo la propria idea di allestimento. Per partecipare è necessario iscriversi al format online.
Un’iniziativa resa possibile anche grazie al contributo degli assessori alla cultura e all’urbanistica del Comune di Parma, Laura Maria Ferraris e Michele Alinovi, che hanno creduto nell’importante ruolo dell’arte contemporanea nel processo di rigenerazione urbana. (Silvia Bonomini)




















