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Dal 23 aprile al 10 luglio a Rimini sarà possibile visitare qualcosa come ventisette mostre e ammirare oltre duemila disegni. Con il titolo Profili del mondo viene annunciata la seconda Biennale del Disegno, evento imperdibile per quella Romagna che, oltre ad essere luogo di svago, è bacino ricco di un patrimonio imprescindibile nella storia dell’arte e della cultura italiana. La Biennale del Disegno si pone come obiettivo quello di mostrare opere di grandi prestatori, collezionisti e non solo, che concorrono a creare un dialogo tra i maestri dell’antichità – da Guido Reni a Canaletto – e quelli del mondo moderno – da Francis Bacon a Giuseppe Penone. Aprirsi alla cultura, dedicarsi alla valorizzazione sono le pietre miliari da cui parte l’intenso lavoro pensato dal Comune di Rimini e dai Musei Comunali e che ha trovato un grande riscontro nelle istituzioni e nell’intera realtà emiliana, in primis in Massimo Mezzetti, Assessore alla Cultura della regione, e Elena Rossoni, direttrice della Pinacoteca di Bologna. Il grande successo della prima Biennale del Disegno di Rimini, tenutasi dall’8 aprile al 12 giugno 2014, ha portato al totale appoggio del nuovo appuntamento culturale che sicuramente sarà riproposto nei prossimi anni.
Coinvolti nell’iniziativa sono i luoghi pubblici più attraenti della città: il Museo della Città, il Teatro Galli (oggetto di un grandioso restauro che lo ha riconvertito in luogo di cultura), la Fabbrica Arte di Rimini, il Complesso degli Agostiniani, etc. La Biennale inizia dal Museo della Città di Rimini con le mostre Il racconto naturale e l’umano paesaggio e La linea continua, che raccoglie 200 disegni prestati dai Musei Civici di Reggio Emilia. Per tre mesi la Romagna sarà animata da Francis Bacon, Medardo Rosso, Carol Rama, Enrico Baj, Tiepolo e Guercino che con i loro disegni superano i confini temporali ispirando e lasciandosi ispirare e che la Biennale studia e propone con grande impegno cercando di costruire nuove vie di interpretazione.
Un evento che non mira a promuoversi ponendo in prima fila i grandi nomi amati dalla “folla”, non si tratta dell’ennesima operazione di marketing ideata per creare lunghe code d’attesa. La Biennale cerca infatti di far emergere l’intensità e la grandiosa portata di innumerevoli artisti in luoghi della cultura bisognosi di tornare a vivere grazie alla fruizione di un turismo culturale in continuo aumento. (Chiara Riva)




















