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“Con questo atto la Giunta sana una situazione carente sul piano formale ereditata dalla precedente Amministrazione, riconoscendo il Macro come una delle istituzioni museali della Città. Vengono così finalmente creati i presupposti per una gestione che consenta al nostro Museo di Arte Contemporanea di rispondere alle aspettative che ha generato in questi mesi di grande vitalità”.
Con queste parole l’assessore alle Politiche Culturali del comune di Roma, Umberto Croppi, ha commentato l’approvazione della delibera che istituisce la Fondazione Macro, garantendo un assetto istituzionale al Museo Macro, agli spazi di Via Reggio Emilia e del Macro Testaccio e alla collezione di arte moderna e contemporanea del Comune.
La passata Amministrazione non aveva, infatti, mai istituito il Museo Macro, che amministrativamente era solo un ufficio della Soprintendenza. Ora è stato invece avviato il processo per la realizzazione della Fondazione, che consentirà ai privati una partnership con il Comune nella gestione dell’importante istituzione culturale.
La Fondazione, il cui statuto è in fase di redazione in collaborazione con Federculture, permetterà al centro d’arte contemporanea diretto da Luca Massimo Barbero una maggiore autonomia gestionale e operativa. Autonomia che tuttavia sarà reale solo in presenza degli adeguati stanziamenti da parte del Comune e di tutte quelle aziende – romane e non solo, la prima ‘indiziata’ sembrerebbe Enel – che vorranno sostenere le attività del museo. La nuova governance Macro consentirà al museo comunale di operare da pari a pari con il Maxxi, museo “di proprietà” dello Stato Italiano, ma anch’esso gestito da una fondazione.
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