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Meno due. Venerdì si inaugura la mostra milanese di Cattelan e così, dopo un paio di giorni di tregua mediatica, i quotidiani cominciano da stamane a scaldare i motori. Da Avvenire non ci si poteva aspettare tenerezza: nel suo pezzo Maurizio Cecchetti dimostra di ricordare bene “l’impiccagione” dei fantocci di qualche anno fa e non va tanto per il sottile nel giudicare quello che definisce “il teatrino di Cattelan”. “Cattelan sarà pienamente artista (e non solo comunicatore o buffone di corte) quando saprà darci, finalmente, un’opera senza provocazione d’immagine, ma capace di rendere la bellezza in una forma che parla da sé”.
Antico e futuro si incrociano a Genova: su Liberazione la recensione di Meditazioni mediterraneo, ultima fatica di Studio Azzurro – che dopo l’evento su Fabrizio De André dimostra di trovarsi a suo agio sotto la lanterna. Sei ambienti “dei loro”, con la poetica ricostruzione di ambiti e scorci di che vanno dal nord Africa alla Provenza; in mostra anche bronzi e altri reperti archeologici, lacerti di grecità e civiltà preromane.
Sulle pagine milanesi de Il Giornale l’assessore regionale alla cultura Massimo Buscemi – già: omonimo del baffuto commentatore nichilista nel Quelli che il calcio… gestione Fabio Fazio – detta l’agenda del Pirellone in termini di cultura: “primo comandamento ottimizzare, secondo investire”. E a proposito di investimenti difende la scelta di acquisire a 350mila euro la Via Crucis di Lucio Fontana: “quell’opera straordinaria, ora visitabile al Diocesano, è stata un affare”.
Il Corriere della Sera ci mette in guardia: tempo tre giorni e il MADRE di Napoli resta al buio. Il museo deve pagare oltre 140mila euro, la somma di tre fatture in utenze per la luce: l’Enel ha già scritto dando l’aut aut. Il direttore Eduardo Cicelyn, che nei giorni scorsi è stato pubblicamente spalleggiato nella sua battaglia da Mimmo Paladino, contesta: “la Regione si rifiuta di liquidarci le spettanze di sua competenza […] e ormai siamo arrivati al punto che si rifiuta di parlare con me”. Considerato il cambio di vento politico in Campania e il prossimo arrivo di Sgarbi – al MADRE per un’esposizione accessoria alla prossima Biennale, ma c’è chi suppone arrivi per restare – le malelingue, o i bene informati (fate voi) già riconoscono in Cicelyn un dead man walking. Una soluzione che lo stesso Sgarbi, intercettato da La Repubblica, rigetta con forza: “Cicelyn […] può stare tranquillo: la Regione non vuole chiudere il MADRE, solo ridurre i fondi”. Solo?!? (selezione a cura di francesco sala)
[exibart]











