17 settembre 2010

RSQ-Rassegna Stampa Quotidiana del 17 settembre di Francesco Sala

 

di

Sandro Bondi
Scendono in campo i pezzi grossi e ci scappano i richiami in prima pagina per il ruggito di quello che – prodigiosamente – viene definito nel titolone di Libero “Il leone di Venezia”. Sandro Bondi sbotta il suo “ghe pensi mi” e annuncia che d’ora in poi entrerà pesantemente sulle nomine dei giurati del Festival del Cinema di Venezia; Natalia Aspesi su Repubblica, che si sbilancia sui nomi di una ipotetica nuova giuria, coperta e allineata al diktat di Bondi: la sua fidanzata, Renzo Bossi, la truccatrice di Berlusconi, lo zio di Putin, il bodyguard di Gheddafi. Sceglie la satira anche Paolo Mereghetti che sul Corriere della Sera ironizza sulla “nostalgia del minculpop” del ministro.

E a proposito di minculpop, beccatevi su Libero gli strali di Giordano Tresoldi, che se la prende con i festival di Modena, Mantova e Pordenone – all inclusive! – dove “appaiono sempre i soliti noti (di sinistra)” (eccolo!) e dove “il pensiero diventa il mercato delle vacche”.

Torniamo a Repubblica: sul dorso Lombardia è un ospite d’onore a presentare il fine settimana di Start Milano: ricca intervista a Massimo De Carlo, che tasta il polso del mercato ma soprattutto dello stato dell’arte meneghina nelle settimane dell’ambaradàn Cattelan. Uno con cui De Carlo lavora fino dagli anni ‘80. “Milano non ha bisogni di luoghi, ma di figure di riferimento” dichiara il gallerista, con implicita garbata svalutazione dell’establishment di Palazzo Marino e non solo. Sbilanciandosi poi in un giudizio sulla personale che Angiola Tremonti (sorella di Giulio) ha inaugurato giusto ieri sera alla Galleria d’Arte Moderna della città: “dato che a Cattelan […] danno due settimane, alla signora Tremonti dovrebbero offrire due minuti”.

Un po’ oscuro mi rimane – tanto più dopo la lettura dell’articolo – il titolo che accompagna su Il Giornale la preview che Luca Beatrice ci regala in vista della prossima mostra milanese di Dalì, o come puntualizza lui “su” Dalì: “Il mago che trasformò il kitch in classico”. Sul mago ci sono, ok; ma il kitch? (selezione a cura di francesco sala)

[exibart]

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