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Hasta Fluxus siempre! L’Unità ricorda l’omaggio che da domani e fino al 9 gennaio Roma offre al movimento ideato da George Maciunas. All’Auditorium arrivano 730 giorni hic et nunc, un evento edicato a Wolf Vostell che in occasione della vernice verrà salutato dal concerto degli Staalplat Soundsystem.
Grandi mostre in mostra su La Stampa con le recensioni dello Chardin di Ferrara (fino al 30 gennaio a Palazzo Diamanti) e del Dalì milanese (Palazzo Reale, anche qui fino a fine gennaio). E per chi non è stato a Londra, Frieze viene raccontata da Francesco Manacorda, papà della torinese Artissima. Che svela: “le vendite sono andate bene a detta di buona parte dei galleristi partecipanti […] che hanno portato opere particolarmente belle, forse proprio come ‘stimulus’ del mercato al di fuori della situazione protetta della fiera più importante del mondo, Art Basel”. Per Manacorda l’evento londinese funziona come “riserva di pesca” dove accalappiare giovani artisti, ma è nel mix tra grandi nomi e volti noti che sa distinguersi. Da segnalare: “la serie di quaderni rossi di Pietro Roccasalva da Galleria Zero (Milano), Marlo Pasqual con una collezione di interventi su fotografie con piegature, inserti e intagli da Casey Kaplan (New York) e le immagini surreali di Jos de Gruyter & Harald Thys da Isabella Bortolozzi (Berlino)”.
Impresentabili ma splendide le fotografie di Disquieting Images, selezionate da Germano Celant e Melissa Harris ed in mostra, da domani, alla Triennale. Arbus, Goldin, Mapplethorpe e soci: foto di violenze su corpi e ambiente, trent’anni di soprusi raccolti in un evento rigorosamente vietato ai minori di 14 anni. Preview sul Corriere della Sera, che offre anche un pezzo di Luciano Canfora sul mito di Bisanzio, tra arte storia e politica. In vista dell’uscita per Einaudi, domani, dell’ultimo saggio sul tema curato da Silvia Ronchey.
E a proposito di foto sconvenienti, Il Giornale informa che il Centro Paul Klee di Berna ha ritirato da una mostra dedicata ai sette peccati capitali due scatti di Larry Clark (e un acquerello di Grosz). Arte degenerata? (selezione a cura di francesco sala)
[exibart]












e così Manacorda sarebbe il “papà di Artissima”.. vocabolario un po’ carente, eh?