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“Era una strana combinazione di artista, celebrità e collezionista”: così Cathy Elkies, numero due di Christie’s ricorda Dennis Hopper, scomparso un anno e mezzo fa. Parte della collezione dell’attore è al centro del valzer di aste che tra Christie’s, Sotheby’s e Phillips animano la settimana newyorchese: Il Sole 24Ore offre una carrellata dei pezzi in vendita, dal ritratto dello stesso Hopper a firma Warhol (base d’asta: 800mila – 1.2 milioni di dollari) fino al Moses and the Burning Bush di Keith Haring (400 – 600mila).
Alle 13 di oggi, con le gambe ben piazzate sotto un tavolo del Drouant di Parigi (lo vuole la tradizione!), i dieci giurati del premio Goncourt esprimeranno il vincitore di quest’anno: in pole position Michel Houllebecq, che La Repubblica accredita della vittoria per il suo recente La Carta e il Territorio.
La Stampa chiude il weekend di Artissima con le pagelle di Marco Vallora e Rocco Moliterni (10 a Manacorda, 9 alla Galleria Persano, 4 a tutto ciò che è in odore di politica); ed apre la porta a China Power Station, colettiva di giovani con gli occhi a mandorla che appena inaugurata sotto la Mole. Nel segno di Alighiero Boetti, almeno stando al curatore della mostra Hans Ulrich Obrist. (selezione a cura di francesco sala)
[exibart]











