24 settembre 2010

RSQ-Rassegna Stampa Quotidiana: Robert Capa inedito, Renzo Piano, Maxxi Sgarbi

 

di


La
Stampa
di Torino apre la “valigia messicana” di Robert
Capa, con un reportage di Glauco Maggi: da New York si racconta del prodigioso
ritrovamento a Città del Messico, con immediata esposizione nella Grande Mela,
di centinaia di rullini e foto inedite di Capa – ma anche Gerda Taro e Chim –
scattate durante la guerra civile. La valigia, romanticamente entrata nel
titolo della mostra, sono in realtà tre cartoni: ma poco importa. Tra gli
scatti anche immagini di Garcia Lorca, della Ibarruri e di Hemingway; mancano
nuovi documenti sul celebre miliziano
morente, ma la curatrice Cynthia Young promette: “a questa foto dedicheremo il
prossimo progetto di studi. Finora abbiamo analizzato solo un paio di
fotogrammi del 1936, e quando approfondiremo l’esame sulla serie di negativi
degli esordi di Capa potremo capire meglio anche la foto del miliziano
”.

Sei secoli di scultura a Lucca. Avvenire offre la
preview della mostra sull’arte medievale che la città toscana dedicata al
centenario della nascita di Ragghianti. Esposti pezzi che vanno dal V all’XI
secolo:

Diversi gli spunti su La Repubblica: Renzo Piano
confessa ad Alberto Flores d’Arcais segreti e retroscena del suo Resnick
Exhibition Pavillion, la dependance del LACMA di Los Angeles che verrà
inaugurata il prossimo 2 ottobre. “Forse ci voleva un italiano per togliere un
parcheggio da Los Angeles e farne un museo
” ride soddisfatto il nostro, che
insiste sulla qualità del progetto LACMA nella sua complessità: un museo
“popolare”, vissuto, frequentato, che vive di ambienti diversi, tutti
riadattati. Ben altro tenore quello del Vittorio Sgarbi che commenta la
prossima stagion del MAXXI di Roma: “ma chi se ne frega di Pistoletto? Perché
lo Stato dovrebbe comprare a caro prezzo un’opera di Anish Kapoor […]?”. E in
pieno stile “editto bulgaro
”, nell’annunciare che esporrà solo al Vittoriano,
stila la lista degli indesiderati: Kounellis, Penone, Pistoletto, De Dominicis…
artisti di cui non c’è più niente da scoprire”. Infine una chiacchierata con Yves Bonnefoy che
ammette come la sua poesia sia uscita dal tunnel del surrealismo grazie alle
suggestioni dettate dall’arte italiana.

Idem con patate sul Corriere della Sera – tolta
l’intervista a Bonnefoy, ovviamente – con la paginata sul Piano losangelino e
la ripresa degli strali di Sgarbi. Nelle pagine lombarde si rende conto
dell’installazione delle opere di Cattelan che verranno inaugurate tra poche
ore. Per il dito medio eretto davanti a Piazza Affari “all’ora di pranzo
impiegati e dirigenti sciamavano davanti alla gru che sollevava i blocchi di
marmo e le reazioni erano di tolleranza e divertimento
”. Un momento: da quando
la tolleranza – verso l’arte – fa notizia? (selezione a cura di francesco sala)

[exibart]

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