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È una delle tante pretese “Venezia del Nord”:
Bruges o Brugge che dir si voglia, pochi chilometri da Bruxelles, inaugura in
questi giorni un interessante festival di arti e culture varie. Su L’Unità
Francesca De Sanctis si sofferma su due mostre: Da Van Eyck a Dürer guarda ad
un indimenticabile passato, Luc Tuymans: una visione dell’Europa Centrale mette
invece a confronto quaranta artisti contemporanei, molti belgi, ma ci sono
anche tedeschi, austriaci, croati…
Su Avvenire preview per Ligabue a Palazzo Pitti; nella pagina lombarda de La Repubblica l’omaggio
che Como fa ai suoi barocchi: Ercole Ferrata con la scultura e Carlo Carloni
con il pennello furono a servizio di papi e imperatori. Si va di cronaca sul
Corriere della Sera: passa la legge 112 che impone agli enti territoriali un
taglio dell’80% sul budget per le mostre, e così il 12 novembre si passa allo
sciopero della cultura, con la serata programmata dei musei. Partecipano, tra
gli altri, anche MAXXI e Triennale di Milano.
Fari puntati ovviamente, un po’ dappertutto, sull’Artissima che apre oggi. Luca
Beatrice firma il pezzo su Il Giornale, esaltando quello che definisce “lo
spirito indie di Torino” nel riferimento al successo di Paratissima, specie di
“contro-fiera” molto underground; e nella vitalità rinnovata di San Salvario,
quartiere discusso e discutibile. L’occasione è ghiotta per qualche stoccata
all’establishment della città, mettendo il dito nella piaga di una gestione del
Castello di Rivoli che sembra accontentare ben pochi. Su La Stampa si parla anche un
po’ di soldi: un Penone d’antologia a 400mila euro; Kounellis viaggia sui
150mila, 130mila per Marina Abramovic che reinterpreta la Pietà di Michelangelo. (selezione
a cura di francesco sala)
[exibart]











