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A meno di due mesi dalla settimana dell’arte bolognese 2016, si torna a parlare di Setup e non più solo in quanto fiera, ma come contenitore culturale la cui etichetta riporta gli stessi ingredienti di qualità: stessa organizzazione, stesso spazio e il medesimo evidente entusiasmo nel divulgare l’arte visiva. Nel 2015 infatti è nata l’associazione Caravan Setup con la finalità di promuovere percorsi artistici negli ambienti in disuso dell’Autostazione anche nei mesi che intercorrono tra un’edizione e l’altra dell’evento fieristico lì ambientato. D’altronde Bologna sta investendo in questa precisa direzione di riqualificazione urbana e sociale, portando l’arte laddove prima mancava, cambiando letteralmente la destinazione d’uso di architetture diverse e animando quartieri, in questo senso, altrimenti silenziosi.
Il nome Caravan è emblematico della volontà di Alice Zannoni, Simona Gavioli e Giulia Giliberti di tenere vivo questo spazio con un umore confidenziale, basato sul principio di ospitalità culturale, gitana nel suo essere arrangiata, errante nel suo essere aperta alle discipline e mobile nella definizione dei contenuti. Immaginando i possibili risultati di un’iniziativa culturale domiciliata in un luogo in cui transitano circa cinque milioni di persone all’anno, l’organizzazione di Setup ha pensato di raccogliere a sé una “carovana” in grado di attraversare la storia nel panorama dell’arte.
Da qui le due collettive finora presentate: la scorsa, “Circolare” con trentuno artisti e un project ispirati al circo, e “Atelier Pozzati” in apertura domani 10 Marzo. E in questa occasione si tratta infatti di storia. Di storia dell’arte degli ultimi trent’anni anni, popolata da nomi di successo che seguono quello dell’artista e insegnante d’eccellenza Concetto Pozzati. Curata da Antonio Grulli, è un omaggio al Maestro e ad alcuni dei suoi allievi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ha insegnato dal 1976 al 2004. Diventati negli anni artisti affermati, si è voluto rintracciarne lo spirito guida che ha inciso nella loro formazione comune, vista invece la difformità e indipendenza tra le rispettive espressioni ─ dalla pittura al video, dalla performance al disegno, dalla scultura all’utilizzo del testo poetico.
Questo primo capitolo di “Atelier Pozzati” riunisce sedici dei numerosi ex studenti, Alessandra Andrini, Sergia Avveduti, Bertozzi & Casoni, Pierpaolo Campanini, Paolo Chiasera, Cristian Chironi, Cuoghi Corsello, Marco Di Giovanni, Maurizio Finotto, Lino Frongia, Omar Galliani, Eva Marisaldi, Andrea Nacciarriti, Alessandro Pessoli, Leonardo Pivi e Sissi. Tra gli altri però figurano anche curatori, critici e direttori di museo, registi teatrali, scrittori, finanche politici. Cosicché, ancor prima dell’inaugurazione, è stato annunciato un secondo prossimo appuntamento, sostenuto dal partner Luis.it, con nuovi protagonisti.
La mostra descrive bene l’emozione di allievi riconoscenti ed esalta il carisma di Pozzati, volta a proseguire nei festeggiamenti per i suoi ottant’anni. Dedicata al compianto Pirro Cuniberti, sarà visitabile fino al 17 aprile 2016. (Cristina Principale)
Nelle foto: Atelier Pozzati, Il presepe di Valdonica, 1982, nell’allestimento attuale. Foto © Rosy Dennetta




















