Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
“Rispetto ad altri settori nei quali si opera spesso ad alti livelli qualitativi, misurati secondo standard internazionali, mettendo a frutto ogni centesimo di finanziamento disponibile, sembrerebbe quindi che in un periodo di crisi i tagli non possano che iniziare dalla televisione”.
Dobbiamo giocare al gioco dei tagli alla cultura? Ok, ma facciamolo inquadrando la situazione con un ampio spettro. E lo fa, con la lucidità e l’autorevolezza che tutti conoscono, Pierluigi Sacco, nella sua rubrica sul prossimo numero di Exibart.onpaper. Constatando come ci sia “una forma di produzione culturale che sembra sostanzialmente immune dai tagli: la televisione, della quale si può discutere molto ma certo non lo status, appunto, di industria culturale, né la sua ampia disponibilità di risorse pubbliche”.
Una televisione che gode del privilegio di disporre di una tassa apposita (il canone radiotelevisivo), che non le impedisce peraltro di approvvigionarsi ulteriormente sul mercato pubblicitario. “Perché argomentazioni del genere non vengono mai messe in campo quando si parla di tagli ad altri settori culturali?”, si chiede Sacco. La sue considerazioni – ‘ché risposte da dare, ce ne sono poche – le leggerete sul prossimo Exibart.onpaper…
link correlati
Abbonati ad Exibart.onpaper
Fai pubblicità su Exibart
Diventa anche tu Exibart.point
[exibart]
Dobbiamo giocare al gioco dei tagli alla cultura? Ok, ma facciamolo inquadrando la situazione con un ampio spettro. E lo fa, con la lucidità e l’autorevolezza che tutti conoscono, Pierluigi Sacco, nella sua rubrica sul prossimo numero di Exibart.onpaper. Constatando come ci sia “una forma di produzione culturale che sembra sostanzialmente immune dai tagli: la televisione, della quale si può discutere molto ma certo non lo status, appunto, di industria culturale, né la sua ampia disponibilità di risorse pubbliche”.
Una televisione che gode del privilegio di disporre di una tassa apposita (il canone radiotelevisivo), che non le impedisce peraltro di approvvigionarsi ulteriormente sul mercato pubblicitario. “Perché argomentazioni del genere non vengono mai messe in campo quando si parla di tagli ad altri settori culturali?”, si chiede Sacco. La sue considerazioni – ‘ché risposte da dare, ce ne sono poche – le leggerete sul prossimo Exibart.onpaper…
link correlati
Abbonati ad Exibart.onpaper
Fai pubblicità su Exibart
Diventa anche tu Exibart.point
[exibart]











