Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Appassionati di street art, stavolta è Milano a chiamare. Tenetevi liberi perché dal 9 al 12 giugno prossimi all’Assago Summer Arena, proprio accanto al Filaforum, arriveranno nella prima edizione di START – Street Art Fest, una serie di writer decisamente sugli scudi, a lavorare su una struttura site specific progettata dall’architetto Guido Carbone.
Chazme (Polonia), Etnik (Italia), Michal Sepe (Polonia), Nevercrew (Svizzera, foto in home page), Pixel Pancho (Italia), Roa (Belgio, foto sopra), Vhils (Portogallo) e Zedz (Olanda), sono i nomi che si alterneranno tra bombolette e jam session per quattro giorni, e che resteranno con le loro produzioni site specific all’Arena fino alla fine del mese di luglio, accompagnando un festival musicale che vedrà in scena, tra gli altri, anche Sting e Santana, Jack Savoretti e Mumford & Sons.
Una vera e propria maratona “urbana” dove gli spazi saranno invasi dagli animali di ROA, esemplari in bianco e nero che abbiamo visto nelle giungle d’asfalto di mezzo mondo, dai commenti alla città e alle sue architetture di Chazme, rimandando alla violenta giungla di volumi, nella visione di Etnik. E poi ancora il duo Nevercrew con i tocchi di surrealtà e i mondi dimenticati di Pixel Pancho, le archeologie contemporanee di Vhils e il grande lettering di Zedz. Tutti riuniti, anche grazie all’appoggio del gallerista torinese Davide Lauritano, che ha avuto il compito di scegliere i nomi presenti.
E a chi stamane, durante le presentazioni all’Espace d’Hotes di Milano, proprio accanto al celebre Plastic, discoteca-tempio della movida da tre generazioni o quasi, ha chiesto che fine faranno le opere dopo il Solleone la risposta è stata quella più ovvia: potranno “consumarsi” e finire, come avviene a tutti i “monumenti” di street art, al termine del festival. O chissà, magari qualche fondazione milanese potrebbe essere interessata ad avere un intervento pronto sui propri muri, per lasciare una traccia in città di questa nuova kermesse: in questo caso basta battere un colpo. Per ora l’appuntamento è ad Assago.




















