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Un bouquet di partecipanti in crescita, dunque, ma che potrebbe essere ancora più dirompente se non continuasse il boicottaggio dell’evento da parte di alcuni dei maggiori players berlinesi: defezioni di gallerie presenti nelle passate edizioni, come Arndt + Partner, Aurel Scheibler, Peres Projects o Christian Nagel, assenza di altre che non hanno mai creduto alla formula, come Haunch of Venison – che ha una mostra di Damien Hirst -, Friedrich Loock, Michael Werner.
Assenze che non incidono sull’appeal dell’evento, che fra Checkpoint Charlie, il Mitte e gallery-zone più nuove come Schöneberg, metteranno comunque a dura prova i pellegrini del contemporaneo. Qualche appetizer? Da non perdere la mostra di tappeti creati da big come David Hammons o Albert Oehlen, proposta per il Gallery Weekend da Isabella Bortolozzi, mentre il canadese Michael Snow presidia le sale di Klosterfelde.
E la domenica tutti a… Sunday, evento-fiera di un giorno che riunisce sotto lo stesso tetto – quello di un nuovissimo edificio di Rosa Luxemburg Platz, progettato dagli architetti BundschuhBaumhauer – un gruppo di giovani gallerie di Berlino e di altre parti d’Europa. Aria di casa per noi con le partecipazioni di Supportico Lopez (con opere di Danilo Correale) e della torinese Norma Mangione, con Francesco Barocco e Ruth Proctor.
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