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Ma Artissima è anche “fiera dallo sguardo anticipatore”, aumentata in qualità.
«Ho creduto a Torino e alla sua energia, mettendo in connessione l’Oval e il territorio, per farla diventare sempre di più un polo accentratore. In realtà, non sembra esattamente un addio, visto che il prossimo anno – di nuovo alla testa della fiera – potrebbe esserci proprio Cosulich, “riapplicante” tra i candidati.
Antonella Parigi, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, ringrazia per il lavoro che è sotto gli occhi di tutti; «Il bando per il nuovo direttore (che sarà comunicato a fine mese) è stato fatto secondo obbligo di legge, ma nulla toglie all’operato di Cosulich e ai ringraziamenti che le dobbiamo, senza dimenticare che Intorno ad Artissima è fiorito un sistema di tante altre fiere». Già, il quid anche in questo caso, è che il sistema pubblico da anni lavora in sinergia con il privato.
Lo sostiene anche il Presidente di CRT Fondazione per l’Arte, Fulvio Gianaria, che come di consueto aiuta il mercato di Artissima con le acquisizioni, «in una fiera bellissima con un effetto trainante che anche se è stata sostenuta dal pubblico, ha visto la nascita di altre sette fiere dall’intraprendenza di privati. Quello che si vede oggi a Torino è difficile trovarlo in Europa», spiega il Presidente.
La Compagnia di Sanpaolo si pone invece come attivatore di processi culturali, con numeri di investimento che si pongono sui 20 milioni di euro, negli ultimi anni, spiega Barbara Graffino. Questa città, insomma, ha fatto investimenti importanti che oggi le sono riconosciuti.
Di nuovo, invece, c’è il tavolo di coordinamento tra camera di commercio, comune e regione per non disperdere il know how raccolto negli ultimi tempi, e visto che ci siamo si lanciano anche un po’ di numeri su quel che la fiera di Torino produce: 4 milioni di euro di ricadute nel week end dell’arte di Torino. Insomma, che sia una buona fiera per tutti, aspettando i nomi mancanti, compreso di quello che sarà il nuovo Presidente di Torino Musei.
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