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La rivalità, è inutile negarlo, esiste ed affonda le sue radici lontano nella storia, a vicende romano-galliche, angioine, napoleoniche. Da ultimo, calcistiche. Eppure l’annosa competizione italo-francese non ci può condizionare nel notare certi pregi indiscussi nei cugini transalpini. Come – è questo il caso – la rapidità nel colmare vuoti di potere in posizioni di vertice, anche in ambito artistico.
L’anno scorso noi stessi di Exibart avevamo sottolineato la prontissima reazione nell’affrontare una situazione critica come le improvvise dimissioni di Catherine David dalla guida della Biennale di Lione, e la nomina in tempi record – poco più di dieci giorni – di un rimpiazzo di pregio come Hou Hanru. In Italia probabilmente staremmo ancora ad aspettare…
Ora stessa scena con la Fiac, la fiera parigina che ha perso il direttore Martin Bethenod volato verso Palazzo Grassi – Punta della Dogana: pochi giorni, ed il suo posto è stato assegnato a Jennifer Flay, dal 2004 direttore artistico della rassegna proprio sotto Bethenod e quindi facilitata nell’ereditarne le redini, trovandosi a lavorare con il team da lei stessa formato negli ultimi cinque anni. “Sono certo che la Fiac ha un enorme potenziale – ha commentato l’ex direttore -, e che Jennifer continuerà a sviluppare la fiera, con l’eccezionale squadra che abbiamo creato”.
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[exibart]











