01 aprile 2016

Tutti per Palmira! Dallo IUAV di Venezia alla robotica di Tor Art, l’Italia scende in campo per rimettere in piedi la città siriana

 

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Ha raccolto manifestazioni di solidarietà dall’intero mondo, Palmira. In una settimana di libertà sono stati infiniti i messaggi, gli omaggi, e le mani tese in segno di solidarietà per aiutare il governo siriano a ricostruire la sua perla del deserto. In ultimo c’è l’Università Iuav di Venezia che, in collaborazione con l’Università di Damasco, il prossimo 7 e 8 aprile, presenteranno due giorni di convegno intitolato “Urbicide Syria/Postwar reconstruction”: a Venezia arriveranno i più importanti architetti, archeologi e studiosi siriani, a confronto sul tema della ricostruzione post bellica.
Ma accanto alle teorie, c’è la pratica. E in pratica, sapete chi rimetterà in piedi Palmira? Un’azienda italiana, toscana, che si chiama TOR ART (i titolori sono Giacomo Massari e Filippo Tincolini, nella foto sopra) e che per iniziare presenterà a Londra, il prossimo 19 aprile a Trafalgar Square, l’Arco di Trionfo di Palmira in scala 1:1, ricostruito grazie alla robotica.
TOR ART, azienda che impiega una decina di addetti e che ha già partecipato a importanti progetti nel campo della conservazione dei Beni Culturali, dai progetti per il Castello Sforzesco Milano, all’Hermitage di San Pietroburgo, dal Museo Canova di Possagno al Thorvaldsen di Copenaghen, avrà il delicato compito di ricreare le opere
di epoca romana distrutte a Palmira delle milizie dell’ISIS durante l’occupazione. Manodopera italianissima, insomma, associata alle ingegnerie di Robotmill, altra società del gruppo, per dare una mano sul “come” ricostruire all’atto pratico. Genio italiano, stavolta per davvero. 

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