25 febbraio 2010

Tutto il mondo (dei graffitari) è paese. A Chicago però…

 

di

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Ci sono graffiti e graffiti, non si può generalizzare. Così come ci sono musei e musei, con diversi atteggiamenti riguardo alle nuove forme della creatività ed ai modi di esprimerle.
Capita dunque che sui muri freschi di pittura della nuovissima Modern Wing disegnata da Renzo Piano per l’Art Institute di Chicago, appaia nottetempo – vedere la foto in alto (www.fatcapsandchrome.com) – una bella sfilza di “opere” di graffitisti in vena espressiva. Apprezziamo la potenza visiva dei colori della Street Art, apprezziamo la libertà che emana da queste forme, ma così non si fa, hanno in sostanza detto i responsabili dell’istituzione: e dopo pochi minuti dalla scoperta – e si veda la foto in mezzo – hanno provveduto a ripulire tutto. E parliamo dell’Art Institute di Chicago una fucina di avanguardie, assolutamente insospettabile di ostilità o oscurantismo…
Ed eccoci ai “diversi atteggiamenti” di cui sopra: siamo a Roma, dove sul muro del Museo dell’Ara Pacis resiste da mesi il “capolavoro” che vedete nella foto in basso…

[exibart]

5 Commenti

  1. Il muro di Chicago non mi sembra esattamente “fresco di pittura”, ma semplicemente un muro grigio. Anche se l’ha disegnato Renzo Piano.
    Il muro di Roma invece è talmente assurdo di suo. Quella scritta lo avvicina un poco al contesto nel quale è stato infilato.

  2. l’ennesima vergogna italiota. un paio di settimane fa mi è accaduto di passeggiare per una milano letteralmente sfigurata dagli scarabocchi a due passi da porta ticinese…

  3. cazzo! ma questi graffiti che ci sono in giro sono proprio brutti forte (e la faccio breve). Più vicini al senso della pipì del cane che segna il territorio che all’arte.
    Se la fanno sulla pareti del mio igloo poi scompare senza problemi con una risciaquata.

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