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«Spesso non ci accorgiamo del Rinascimento che abbiamo sotto i piedi». Così diceva il poeta anconetano Francesco Scarabicchi, in una luminosa mattina urbinate, alludendo alla fioritura – non sempre adeguatamente riconosciuta – di artisti e letterati che le Marche possono annoverare nel loro secondo Novecento, a conferma della ricchezza dell’eredità che il XX Secolo ci ha lasciato e con cui, oggi, siamo chiamati a confrontarci.
Eppure, a volte, da queste parti si incontrano storie che narrano di un attaccamento profondo al proprio territorio, che si manifesta in una continua curiosità, nella custodia della conoscenza e in un amore attivo che si muta in impegno concreto. E poiché siamo in Italia, ogni questione di eredità si traduce nella possibilità di un’immersione storica. Così può accadere che a Jesi, un imprenditore, l’ingegnere Gennaro Pieralisi, abbia avvertito la necessità di prendersi cura della memoria di Federico II di Svevia e sia riuscito nell’impresa di costruire un museo virtuale dedicato alla figura dell’imperatore. Il Museo Federico II Stupor Mundi, inaugurato sabato 1 luglio, prende il nome dall’appellativo con cui l’Imperatore era noto ai suoi contemporanei ed è situato a Palazzo Ghislieri, nel centro storico della città, proprio nella piazza in cui, secondo la tradizione, Costanza d’Altavilla lo partorì sotto una tenda, alla presenza del popolo. Affidato alla curatela scientifica di Anna Laura Trombetti Budriesi, docente di Storia Medievale all’Università di Bologna, il museo ne racconta la vita e le gesta attraverso un percorso articolato in sedici sale tematiche che tentano un equilibrio tra le esigenze dell’informazione storica e quelle dell’intrattenimento, garantito da un apparato di installazioni multimediali che si servono di videomapping, animazioni, docufilm e ricostruzioni scenografiche.
Così, sala per sala, si è condotti ad avvicinare gli aspetti della vicenda storica di un personaggio straordinario tanto sul piano politico che su quello culturale e, per molti versi, ancora oggi esemplare. Sostenitore delle arti e del pensiero, favorì il dialogo e l’incontro tra le culture latina, araba, greca ed ebraica ed emanò un codice fondamentale nella storia del diritto, le Costituzioni di Melfi. Non da ultimo, diede all’Italia la prima scuola poetica della sua letteratura. Riuscì perfino a vincere una crociata senza spargimento di sangue: incoronandosi a Gerusalemme per aver sposato la figlia del Califfo.
Il museo è istituito dalla Fondazione Federico II Stupor Mundi, presieduta da Pieralisi – che ne è anche il finanziatore insieme alla Fondazione Marche – in collaborazione con il Comune di Jesi, la Fondazione Pergolesi Spontini, la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, la Fondazione Federico II Hohenstaufen e la Regione Marche. (Antonio Vannini)


















