15 maggio 2016

Un po’ di Italia a Cannes. Il collettivo None mette in scena un “Universo Elegante” per omaggiare scene e star del firmamento cinematografico tricolore

 

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Al suo interno ci sono 7mila e 500 nastri di tessuto bianco che scendono dall’alto, e su di loro un flusso continuo di immagini e luci in movimento. Si intitola Universo Elegante ed è una delle partecipazioni italiane al Festival di Cannes, non tanto nel cinema quanto nelle arti visive. 
Gli autori? Il collettivo romano None, fondato da Gregorio De Luca Comandini, Mauro Pace, Saverio Villirillo, che da un’ex falegnameria alla Garbatella creano opere al confine tra installazioni interattive, architetture innovative, dispositivi digitali e ambienti immersivi. 
E stavolta, sotto i riflettori e con il coordinamento di Luce-Cinecittà, in collaborazione con Anica e con il contributo della Direzione Generale Cinema, Ministero dello Sviluppo Economico ed Ice, si mette in scena proprio un omaggio alle pellicole e ai personaggi del grande schermo del Belpaese, seguendo una rivisitazione della teoria delle stringhe. E allo stesso modo in cui l’Universo si sostanzia di una ricchezza di corpi di ogni genere, forma, colore, così l’installazione dell’Italian Pavilion rende omaggio all’eclettismo del nostro cinema: Rossellini, Visconti e De Sica, ma anche frame da capolavori di Scola, Monicelli, Risi, Tornatore e Salvatores, fino agli ultimi rappresentanti nel mondo del nostro cinema: Bellocchio e Virzì. Un ambiente per sognare, come il cinema ci ha insegnato e raccontato. 

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