12 maggio 2010

Una lobby del contemporaneo? A Bologna ci provano i festival…

 

di

Palazzo Re Enzo, a Bologna
È dalle parole di Daniele Gasparinetti (co-direttore di Netmage) che si ascolta il termine “lobbismo”, subito chiarito nella derivazione anglosassone e definito con l’aggettivo trasparente. I sette festival sul contemporaneo nati nel capoluogo emiliano, che spaziano dal fumetto al cinema, alla musica fino alle tematiche di genere, si riuniscono in una conferenza stampa comune per offrire un pannello di discussione alle istituzioni.
Dai più longevi – AngelicA compie vent’anni – ai più recenti, l’attività di questi promotori di cultura ha caratterizzato il recente panorama cittadino che ha avuto la possibilità di distinguersi a livello nazionale e internazionale per una vocazione pluralista. Il punto di partenza, quindi, è la collaborazione, l’individuazione di un’azione comune, come la chiama Daniele Dal Pozzo di Gender Bender, che porti alla valorizzazione di una peculiarità. Senza affiliarsi alla politica del grande evento unico, ritenuto all’unanimità lontano dalla strategia culturale del territorio. I risultati di questa proposta? L’auspicio è che si possano rintracciare in un futuro prossimo… (c. m.)

link correlati
www.aaa-angelica.com
www.bilbolbul.net
www.biografilm.it
www.xing-fisco.it
www.futurefilmfestival.org
www.genderbender.it
www.netmage.it

[exibart]

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