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Cinquantacinque volti estratti dalla propria agenda, da quell’elenco affettivo che ciascuno compone nello spazio di una vita, presi dal nucleo vago del ricordo e messi “In Luce”, titolo esaustivo per l’opera di Cesare Accetta (Napoli, 1954), in mostra al Museo MADRE di Napoli. Presentato nella giornata di ieri il lavoro, a cura di Maria Savarese, rientra nel progetto museale “Per_formare una collezione”, che mira a realizzare una progressiva collezione, con particolare attenzione al ruolo del MADRE quale centro di produzione e diffusione delle pratiche d’archivio. Presenti anche il presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Pierpaolo Forte e il direttore del MADRE Andrea Viliani.
Per sua stessa natura, “In Luce” è un lavoro che ha richiesto un tempo di formazione, che si è sommato a quello di realizzazione, capace così di suscitare una sensazione di nostalgico magone, come per l’intromissione dentro un intimo concerto di incontri, amicizie, confidenze e strette di mano. L’opera, dedicata a Oreste Zevola (1954-2014), è un’installazione ambientale composta da tre proiezioni a parete, lungo le quali i volti di attori, registi, scrittori e amici vengono mostrati da una luce che li attraversa, evidenziando i segni che scaturiscono dal viso, quando è solo con se stesso. Figure note al pubblico, come Mario Martone, Toni Servillo, Pippo Delbono, Enzo Moscato, si susseguono sulla tela animata, suggerendo le influenze che, da mondi diversi, hanno suggestionato l’animo di uno dei più noti fotografi italiani. Un lavoro che affida il suo farsi alla «rivelazione: dall’epifania dell’immagine fino alla sua esautorazione, in un carico di stupore che sorprende e, inevitabilmente, ci riporta al senso più profondo del fenomeno della vita, nella sua relazione con il tempo», sottolinea la curatrice. Non è tuttavia un accomiatarsi, quello dei personaggi, ma uno stare intorno, come si presenzia con naturalezza alla festa di un amico. (Elvira Buonocore)
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