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A molti piace, a
molti altri non piace: ma in questo caso non è dell’arte di Valerio Berruti, che
si parla. Bensì della sua capacità – questa difficilmente oppugnabile – di gestire
al meglio marketing e comunicazione, di far continuamente parlare di sé anche per
iniziative trasversali, o agganciate all’attualità (vedi l’applicazione iPad
per la sua ultima mostra milanese).
Ora l’artista affronta
la sua prima personale giapponese, dal 22 gennaio al Pola Museum di Tokyo, ed è
riuscito a legare il suo nome ad un personaggio di grandissima popolarità, come
il grande musicista Ryuichi Sakamoto. È lui infatti l’autore della colonna
sonora per una video animazione di Berruti, realizzata con il montaggio di
oltre 300 disegni in preziosa lacca su carta giapponese che ha per soggetto una
bambina alle prese con un gioco solitario. Le opere in mostra sono state
realizzate dall’artista nel corso del suo soggiorno in Giappone in occasione
della Youkobo Arte Space in Tokyo, residenza a cura di Hiroko e Tatsuhiko
Murata.
la sua prima personale giapponese, dal 22 gennaio al Pola Museum di Tokyo, ed è
riuscito a legare il suo nome ad un personaggio di grandissima popolarità, come
il grande musicista Ryuichi Sakamoto. È lui infatti l’autore della colonna
sonora per una video animazione di Berruti, realizzata con il montaggio di
oltre 300 disegni in preziosa lacca su carta giapponese che ha per soggetto una
bambina alle prese con un gioco solitario. Le opere in mostra sono state
realizzate dall’artista nel corso del suo soggiorno in Giappone in occasione
della Youkobo Arte Space in Tokyo, residenza a cura di Hiroko e Tatsuhiko
Murata.
[exibart]












chissà quanto lo ha pagato
I risultati sono quelli che contano e i suoi sono doc!
d.o))))
ahahahahahahaha…
valerio berruti è un logo.
se questa è arte…
la decadenza dell’arte italiana è rappresentata da questo artista.
vista la sua totale mancanza di contenuti e di forma, l’unica cosa che può fare per farsi notare è legare il suo nome a personaggi o cose che che gli facciano da traino, attingendo dalla loro fama, pietoso.
Chiedi a Yuko Hasegawa, che tu non conoscerai, ma è la direttrice del MOT di Tokyo, perchè ha scritto il testo per la mostra di Berruti.
Forse perché all’estero valutano il lavoro e non queste gelosie da piccola provincia.
Ma del resto continuiamo così.
Tanto chi deve fare fa e per fortuna non si fa influenzare da queste piccolezze.