04 luglio 2010

Via i mercanti dal Tempio. E anche il Guggenheim prepara la guerra agli ambulanti deturpanti

 

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Il Guggenheim a New York, in primo piano il chiosco per gli hot dog
Chiodo scaccia chiodo. Anzi, Chiosco scaccia chiosco. Accade a New York, in casa Guggenheim, questione di decoro urbano e decenza architettonica. Sì, perché il problema degli ambulanti deturpanti – udite udite – non è un’esclusiva tutta italiana: certo, da noi si toccano vette sublimi, con paninari, borsettari e bibitari che fioriscono in ogni angolo ci sia qualche monumento o museo pronto ad attirare turisti e visitatori da spennare. Con buona pace del rispetto del patrimonio, e spesso – quel che è più grave – con il placet delle istituzioni.
Ma – come potete vedere dalla foto, fonte Google StreetView – nessuno è immune dal virus: anche un tempio come il museo di Frank Lloyd Wright si ritrova “inquinato” dai classici rivenditori di hot dog, borsette e foto/poster. Che fare, allora?
Il Guggenheim ha scelto di combattere la guerra sul campo, chiedendo alla Landmarks Preservation Commission l’autorizzazione ad installare all’esterno della mitica struttura un chiosco di design con tanto di tavolini, affidandone il progetto ad Andre Kikoski, l’architetto che ha recentemente completato il lavoro di progettazione dei due ristoranti di Guggenheim, The Wright e Café 3. Nella speranza di costringere così alla ritirata il rivenditore di hot-dog che campeggia da sempre di fronte alla facciata…

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[exibart]

2 Commenti

  1. più che “via i mercanti dal tempio” sarebbe stato giusto dire “basta con i mercanti straccioni attorno al tempio dei mercanti ricchi”

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