14 dicembre 2008

Villa Manin? Fa rima con Goldin. Dal cappotto di Verona al poker friulano…

 

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Due notizie, giunte a poche ore una dall’altra, ridefiniscono il posizionamento di Marco Goldin e della sua società Linea d’Ombra nella strategica area del nord est. Chi pensava infatti che il manager fosse rimasto a leccarsi le ferite dopo il fallimento del suo progetto di portare a Verona molti dei capolavori del Louvre (a causa del ritardo dei lavori per la messa in sicurezza del luogo espositivo da imputarsi al comune scaligero) si sbagliava di grosso. Giunge ora la notizia dell’accordo del critico con la giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia per la gestione di Villa Manin per un biennio. Dismessa l’attività del Centro d’Arte Contemporanea che aveva caratterizzato la presidenza Illy, Villa Manin cambia rotta per proporre un poker di mostre che spazieranno da un’antologica di Giuseppe Zigaina a L’età di Corot e Monet (nel 2009), mentre nell’anno successivo seguiranno una retrospettiva sui fratelli Afro, Mirko e Dino Basaldella e Da Böcklin a Klimt a Schiele. Dal Simbolismo alla Secessione tra Monaco e Vienna. Nel frattempo, eseguiti i lavori richiesti dal Louvre ed accantonata l’opzione Goldin, la giunta veronese ha firmato l’accordo scientifico-espositivo (con tanto di benedizione del ministro dei Beni Culturali Bondi) che lega per un quinquennio la città di Giulietta e Romeo al museo parigino. (daniele capra)

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6 Commenti

  1. Bravissimo Marco Goldin,
    ho visto l’ultima sua Mostra AMERICA a Brescia.Mi inchino alla tua grande capacità e proffessionalità.

    Bravissimo, avanti così con l’arte, come la “cura” lui.
    Andrò sicuramente a visitare le sue Mostre a Villa Manin.
    Saluti a tutti gli appassionati d’arte,
    Goldin compreso!
    Maria Spinelli

  2. Poveri noi friulani! Ci mancava proprio qualche mostra smandrappata sugli impressionisti, qualche catalogo raffazonato alla meno peggio, qualche orda di turisti ad ammirare, tra piatti tipici e gadgdet di tutti i gusti, l’ultimo ‘capolavoro’ scovato nell’ultimo museo di provincia…
    Chissà!

  3. la cultura contemporanea è il termometro dello stato di salute e vitalità di un territorio… ad ognuno le proprie considerazioni

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