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Eppure una sorta di nemesi storica pare voler in qualche modo ricompensare gli attapirati galleristi: riempiendo di premi d’arte gli artisti che ancora restano loro fedeli, in barba alla scaramanzia. Come Jaume Plensa, vincitore del Marsh Award for Public Sculpture per il 2009, o Petah Coyne, gratificato dalla CUE Art Foundation per i suoi “eccezionali successi nella scultura e nei mixed media”.
Non sono da meno Yoko Ono, trionfatrice all’Urban Visionaries (UV) Award in Visual Art, e Krzysztof Wodiczko, a cui è andata la medaglia d’oro del Gloria Artis Cultural Merit Award, assegnato dal Ministero della Cultura polacco.
[exibart]











