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Chi ieri sera è passato a Campo Marzio, a Roma, avrà avuto una bella sorpresa: la Basilica di Sant’Agostino illuminata come potrebbe esserlo sempre, in uno strano sogno.
Dalle 21 alle 23, infatti, è arrivata l’architetto Florencia Costa, con la seconda tappa del progetto “Who’s afraid of Architecture?”, partito alla Biennale d’Architettura del 2014 quando la progettista era intervenuta sul settecentesco Palazzo Mora, trasformandolo con una performance di sessanta giorni in uno spazio d’arte contemporanea.
Stavolta, invece, l’intervento si chiama Bianca e Volta, ed è vincitrice nella categoria scultura e installazione del concorso curato da Isabella de Stefano “Oltre i libri – l’arte del presente incontra i libri del passato”, e non è un caso che lo stesso titolo sia esattamente il termine tipografico utilizzato per indicare la stampa fronte/retro.
E la facciata di Sant’Agostino, così, è diventato il foglio su cui scrivere 3 minuti di video, in loop per tre ore, con le musiche di Giuseppe Ielasi e un’altra dimensione per Roma, palcoscenico ideale.














