08 giugno 2019

Youtube cancella Il Trionfo di Leni Riefenstahl per violazione delle nuove norme sull’odio

 

di

Il trionfo della volontà, film girato da Leni Riefenstahl tra il 4 e il 10 settembre 1934, è stato rimosso da Youtube, a seguito della pubblicazione della nuova policy per regolare la diffusione di contenuti che incitano o glorificano l’ideologia nazista, «che è intrinsecamente discriminatoria», si legge nel testo. Subendo lo stesso destino dei video dei Lunikoff, gruppo hard rock neo-nazi più famoso per i precedenti giudiziari che per la carriera musicale. Il provvedimento rientra nell’ambito di una ampia politica dedicata espressamente alla riduzione dei «contenuti più odiosi e suprematisti su Youtube», continua la nota. 
Vero che ormai i Social Network e le piattaforme di condivisione sono intasati da una mole di contenuti tossici che ne rende difficoltoso l’utilizzo ma altrettanto improprio sembrerebbe mettere sullo stesso piano di giudizio un caposaldo della storia del cinema e una misconosciuta band di personaggi ambigui e malvestiti. 
In effetti, situazioni del genere capitano già molto spesso, più su Facebook che su Youtube, magari per una intrinseca questione di medium, come nel recente caso del movimento #WeTheNipple. Comunque, nel caso del colosso di Mark Zuckerberg, la censura riguarda più l’ampio ambito del limite tra arte/erotismo/pornografia che della politica, nonostante proprio Facebook possa essere ritenuto responsabile, anche se in modo indiretto, della diffusione di contenuti chiaramente incitanti all’odio. E in Italia possiamo ben dire di saperne qualcosa. Nell’uno e nell’altro caso, è una questione di algoritmo, quindi di automatismi che dovranno essere implementati e corretti, per diventare sempre più precisi e in grado di operare con il giusto discernimento. 
Ma a prescindere dalla reazione immediata, che istintivamente porta a considerare sbagliata la censura senza se e senza ma, viene da chiedersi quanto sia legittimo inserire un contenuto del genere senza i dovuti approfondimenti, per una corretta interpretazione e contestualizzazione. Riefenstahl girò il suo film non tanto per documentare in maniera fredda e oggettiva il Raduno di Norimberga del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, quanto per esaltare la figura di Adolf Hitler, del quale vengono riportati diversi passaggi del suo discorso alla folla, sottolineati da musiche wagneriane e montaggi epici, inquadrature ardite e tecnicamente avanzatissime, utilizzando anche la fotografia aerea e i teleobiettivi per distorcere le prospettive. D’altra parte, fu lo stesso Hitler a commissionare il film ed è nota l’amicizia e la stima che legava il sanguinario dittatore e la raffinata regista che, per quel film, vinse diversi premi anche negli Stati Uniti, oltre che una medaglia d’oro alla Biennale di Venezia. 
Senza la giusta contestualizzazione storica, si rischia seriamente di rimanere “incantanti” dal messaggio del film e non dal suo linguaggio – quanto poi questi due elementi coincidano aprirebbe un altro discorso -, cioè dalle tecniche cinematografiche, dalle sequenze narrative o dalla fotografia. D’altra parte, bisogna pur essere realistici e riconoscere che Youtube non è certamente una piattaforma culturale o didattica, un compito che spetterebbe a ben altre istituzioni. (mfs)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui