24 ottobre 2010

YouTube Play, ecco i 25 video vincitori del concorso YouTube-Guggenheim

 

di


Il nostro obiettivo è stato quello di raggiungere
il più ampio pubblico possibile, invitando a partecipare chiunque, da qualsiasi
parte del mondo, con i propri video
”. E l’obbiettivo di Nancy Spector, presidente
di giuria del concorso YouTube Play. Biennale di video creativi, è stato
raggiunto in pieno, se è vero che gli iscritti hanno raggiunto la cifra di 23.358,
provenienti da 91 paesi.
La stessa giuria del concorso, promosso dal museo
Solomon R. Guggenheim e da YouTube, in collaborazione con HP e Intel, ha ora annunciato i 25 video
vincitori, creati da 39 video-artisti provenienti da 14 paesi: Australia (1),
Brasile (1), Canada (2), Cile (1), Repubblica Ceca (1), Danimarca (1), Francia
(1), Gran Bretagna (2), Giappone (1), Irlanda del Nord (1), Olanda (1), Sud
Africa (2), Corea del Sud (1), Stati Uniti (9).
I video finalisti saranno presentati al museo
Solomon R. Guggenheim di New York fino al 24 ottobre e nella Tower 2 Gallery,
insieme al profilo dei rispettivi autori, e saranno inoltre accessibili a tutti
sul canale youtube.com/play.
La serata-evento YouTube Play. Live from the
Guggenheim
è stata presentata dall’attore-regista Michael Showalter. Hanno
inoltre partecipato il gruppo rock vincitore del Grammy Award OK Go, il
musicista, produttore e video-artista Kutiman, il gruppo dance LXD, la
cantautrice Megan Washington, e
l’artista Mike Relm. Il video dell’evento è disponibile sul canale di YouTube
Play youtube.com/play.

link correlati
I 25 video vincitori

[exibart]

2 Commenti

  1. Ma come neanche un’artista italiano….? forse si tratterà della “Sindrome Italiana” che ci rende troppo impegnati a ricalcare codici che ci rassicurino sul nostro grado di internazionalità. E quindi appaiamo provinciali e standard agli occhi del mondo.

  2. A mio parere, al di là di alcuni valori consolidati e la riproposizione “artigiana” dei medesimi, l’arte contemporanea sta vivendo un periodo di crisi. In italia, per via di alcune specificità, la situazione è particolarmente sintomatica e parificabile ad un esperimento di laboratorio. Ovviamente nessuno ha interesse ad affrontare la “nudità” del nostro Re; la posta in gioco è così bassa che si tende a campare, a tirare avanti, cercando di mettersi in scia al sistema internazionale (che non sta neanche così bene). Spesso sembrano molto più interessanti alcuni ritorni alla pittura, mentre funziona sempre di più con risultati incerti ed affannosi una dimensione performativa diretta con il pubblico che poi lascia come tracce le solite soluzioni manieriste.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui