-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Dal 13 al 15 marzo 2026 il Teatro al Parco – Teatro delle Briciole di Solares Fondazione delle Arti di Parma ospiterà la Trilogia dei poveri cristi, progetto teatrale di Ascanio Celestini che riunisce tre spettacoli scritti e interpretati dall’autore romano nell’arco di oltre un decennio: Laika, Pueblo e Rumba – L’asino e il bue del presepe di San Francesco. Lo spettacolo è prodotto da Fabbrica, Romaeuropa Festival e Teatro Carcano.
La trilogia rappresenta una delle tappe più significative del percorso teatrale di Celestini, autore e narratore tra i protagonisti del teatro di narrazione italiano contemporaneo. Nei tre lavori, presentati in sequenza nell’arco di tre serate, prende forma un unico universo narrativo dedicato alle vite ai margini della società: lavoratori precari, senzatetto, migranti, prostitute, cassiere di supermercato. Figure che raramente trovano spazio nella grande storia ma che diventano, nella drammaturgia dell’autore, protagoniste di racconti capaci di restituire dignità e complessità all’esperienza quotidiana.
Il punto di partenza della trilogia è un luogo apparentemente banale, il parcheggio di un supermercato alla periferia della città. È da questo spazio liminale che emergono storie di solitudine, lavoro, fede e sopravvivenza, in un paesaggio umano che Celestini racconta con il suo consueto equilibrio tra ironia, profondità etica e dimensione poetica. In scena l’attore è accompagnato dalle musiche dal vivo di Gianluca Casadei, che contribuiscono a costruire un racconto intimo e musicale, mentre la struttura narrativa alterna monologo, racconto corale e suggestioni sonore.
La trilogia si apre venerdì, 13 marzo, con Laika. Il titolo richiama la celebre cagnolina sovietica mandata nello spazio ma lo spettacolo prende avvio da una riflessione più ampia sull’origine del mondo e sulla presenza dell’uomo nell’universo. In un parcheggio alla periferia del mondo si incontrano personaggi improbabili, tra cui una donna anziana appassionata lettrice e una prostituta che, pur avendo letto poco, ha accumulato un’esperienza diretta della vita. Il racconto intreccia riferimenti filosofici e spirituali con episodi quotidiani, accompagnato dalla voce fuori campo di Alba Rohrwacher.
Il secondo capitolo, Pueblo, in scena sabato, 14 marzo, ruota attorno alla figura di Violetta, cassiera di supermercato che osserva il mondo scorrere davanti a sé dalla sua postazione. Attraverso il suo sguardo si compone un ritratto della società contemporanea fatto di piccoli gesti, fragilità e desideri, in cui il lavoro diventa uno dei luoghi centrali della narrazione. La voce registrata è quella di Ettore Celestini.
La trilogia si conclude domenica, 15 marzo, con Rumba – L’asino e il bue del presepe di San Francesco. In questo ultimo episodio Celestini prende spunto dalla figura di Francesco d’Assisi per interrogarsi sulla possibilità di una spiritualità contemporanea. Otto secoli dopo la nascita del presepe francescano, il racconto immagina dove potremmo incontrare oggi il santo, forse tra i senzatetto che vivono ai margini delle città o tra i lavoratori invisibili della logistica. La voce registrata è quella di Agata Celestini.
Con Trilogia dei poveri cristi Celestini costruisce dunque un affresco teatrale che attraversa dieci anni di scrittura e restituisce una geografia umana delle periferie contemporanee. Il progetto mette al centro storie minime e personaggi marginali, aprendo la scena teatrale a una riflessione sul presente, tra cronaca sociale e tradizione del racconto popolare, con una dimensione umanamente poetica.










