29 maggio 2026

Dieci anni di ARCOlisboa: cosa abbiamo visto alla fiera che racconta una Lisbona sempre più globale

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ARCOlisboa celebra il suo decimo anniversario alla Cordoaria Nacional con 90 gallerie da 17 Paesi, nuove sezioni curate e uno sguardo aggiornato sull’arte contemporanea: il nostro report dal Lisbona

ARCOlisboa 2026
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La moltitudine di voci e immaginari della scena lusitana e internazionale è raccolta a ARCOlisboa dal 28 al 31 maggio 2026. Nelle lunghe navate della Cordoaria Nacional, ex fabbrica di corde navali della Marina trasformata in spazio espositivo, nell’area di Belém a Lisbona, la fiera lusitana, che festeggia il suo primo decennio di attività, presenta 30 gallerie portoghesi e una 60ina internazionali, provenienti da 17 diversi paesi. Tra le italiane vi sono e Monitor e Consonni Radziszewski che hanno entrambe una sede a Lisbona.

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La stretta collaborazione tra IFEMA MADRID e il Comune di Lisbona ha permesso alla fiera di progredire costantemente nel corso dei suoi 10 anni, rafforzando la sua identità. Grazie alla vitalità della direttrice Maribel López, che dirige anche ARCOMadrid, la fiera si arricchisce quest’anno di una nuova sezione chiamata Archipelago of Art Histories, curata da Cosmin Costinas. Sono sei gli artisti non viventi da lui selezionati, le cui opere hanno ridefinito tecniche e immaginari dei loro paesi d’origine trasformandoli secondo la propria agency personale.

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«Un esempio è Irene Chou (1924–2011) presentata da Galerie du Monde di Hong Kong», afferma Costinas. E aggiunge «Fu una delle artiste più originali a lavorare nella tradizione della pittura a inchiostro cinese e una figura centrale del movimento della New Ink Painting, portandola verso l’astrazione. Le sue forme dal “tratto unico”, evocano la biologia cellulare, i sistemi cosmici, le iconografie sessuali e l’inconscio. Altro artista significativo è il catalano Josep Grau-Garriga (1929–2011) le cui sperimentazioni tessili sono presentate dalla galleria Sabrina Amrani di Madrid. Formatosi come pittore e muralista, la sua scelta di lavorare con fibre, juta e corde — materiali proprio del lavoro rurale e manuale — deve essere interpretata come una forma di resistenza culturale e di affermazione politica durante gli anni del franchismo, che era invece caratterizzato da un’idea elitaria e monolitica della cultura. A lui è dedicato un approfondimento nella sezione Millennium Art Talks».

ARCOlisboa 2026
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Oltre alle gallerie raccolte in Archipelago of Art Histories vi sono diverse gallerie che partecipano per la prima volta, tra queste Marcelo Guarnieri da São Paulo, Aninat da Santiago del Cile, e AA Gallery da Casablanca. Altre tornano dopo la precedente edizione, come Juan Silió da Santander e Carreras Mugica da Bilbao, oltre a Salgadeiras, Ackerman Clarke e Río & Meñaka, che erano state selezionate lo scorso anno nella sezione Opening Lisboa.

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Curata da Sofía Lanusse e Diogo Pinto, Opening Lisboa è ideato come un campo di segnali. Gli artisti delle 17 gallerie selezionate indagano linguaggi in divenire, materiali che pensano, corpi che traducono, geografie in bilico tra apparizione e dissoluzione. Visionaria e speculativa è la proposta di Enhorabuena Espacio di Madrid. Le opere di Juan Diego Tobalina (Perù, 1982) e Krizia León Porta (Perú, 1996) si occupano di fantasmi farmacologici e di specie botaniche intese come un sistema nervoso che collega corpo, percezione e umore. Con le fotografie di Sandra Blow (Messico, 1990), presentata da Salón Silicón di Città del Messico, galleria dedicata al lavoro di artiste donne, persone queer e/o membri della comunità LGBTI+, ci immergiamo nella nightlife queer. Nelle sue opere si annulla la distanza tra soggetto e fotografa, l’intimità viene messa in scena e vissuta simultaneamente.

ARCOlisboa 2026
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All’entrata principale della Cordoaria si è accolti da una nuova zona lounge progettata dal team della Design Week di Lisbona, e nel Torreão Nascente, edificio che si trova all’estremità opposta, è ospitata la sezione ArtsLibris e i Millennium Art Talks. Il primo raccoglie riviste e libri d’artisti, oltre a presentazioni di nuovi progetti editoriali, nel secondo sono organizzati interventi su collezionismo, educazione e eventi culturali. Ricordiamo tra i tanti, il talk di Joaquim Pinheiro e Claudia Melo, direttori dell’ottava edizione di CONTEXTILE 2026, biennale di arte tessile che si terrà in autunno a Guimarães, città che è quest’anno capitale verde europea. Della biennale di Coimbra intitolata Anozero ’26. Holding, Giving, Receiving, (visitabile fino al 5 luglio), parlano il direttore Carlos Antunes e il co-curatore Daniel Madeira.

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Dopo la visita, non lontano dalla fiera, si può raggiungere a piedi il MAAT – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia. Dal suo tetto percorribile si gode di una vista straordinaria della città e del fiume Tago. Firmato dallo studio di architettura AL_A (Amanda Levete Architects), il tetto è un percorso pedonale che collega il lungofiume con la città vecchia. Un landmark cittadino che scandisce, insieme ad altri musei come il Centro de Arte Moderna Gulbenkian, progettato da Kengo Kuma, il Macam, il Padiglione Julião Sarmento, inaugurato lo scorso anno, sempre nella zona di Belém, le tante realtà artistiche presenti in città.

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