20 giugno 2026

Alla GAM di Milano l’installazione di Letizia Cariello dialoga con il Parnaso di Appiani

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Nella Sala del Parnaso della Galleria d'Arte Moderna, l'artista costruisce un ambiente attraversabile di luce, calendari e forme circolari che intreccia architettura, disegno e scultura in una riflessione sul tempo e sul rapporto tra mortali e immortali

letizia cariello milano
view of Παρνασσός 2024-2026, LETIA - Letizia Cariello Courtesy l’Artista Ph. Michele Nastasi

L’installazione site-specific Παρνασσός Parnassus di LETIA – Letizia Cariello, visibile fino al 5 luglio 2026 alla GAM di Milano, può essere osservata nel ricordo di una circolarità danzante che rimanda direttamente o indirettamente a forme antiche. Si tratta di un’opera che, da un lato, ha il merito di un richiamo e, soprattutto, dall’altro, di incontrare attraverso la sua estetica peculiare non un confronto con il classico, ma l’accenno ad esso, implicito o esplicito che sia, nella temporalità della nostra epoca.

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view of Παρνασσός 2024-2026, LETIA – Letizia Cariello Courtesy l’Artista Ph. Michele Nastasi

Allestita sotto l’affresco di Andrea Appiani (1754-1817) raffigurante Il Parnaso (1811), che originariamente decorava la sala da pranzo della Villa, l’installazione presenta almeno due aspetti degni di nota. Dapprima la struttura quadrilatera aperta di tubi in alluminio a incastro di colore giallo-oro che regge il tutto, già parte di un percorso e di un movimento a tuttotondo che si deve compiere per poterla osservare. Una struttura elementare che permette di essere attraversata da una parte all’altra con lo sguardo. All’interno e sulle pareti di questa parvenza di abitazione intelaiata sono presenti poi tre coppie di calendari di forma circolare (Calendario Vento, 2025-26; Calendario Luce, 2026) e un globo di carta (Globo Mediatore, 2026). Come emerge dagli studi e dagli splendidi bozzetti presenti in catalogo di Silvana Editoriale, le misure del rettangolo di ciò che potrebbe essere una voliera o un gazebo, sono «precisamente studiate per dialogare con il tema della circolarità».

Courtesy l’Artista Ph. Michele Nastasi

Così scrive l’artista, regalando lo spunto che di fatto unisce il livello architettonico all’intreccio del disegno; la linearità delle centine di legno con cui è formato il globo di carta alle roteazioni delle coppie di calendari, le quali si espongono nel loro ritmo seguendo gli assi verticali ed orizzontali della struttura. I rapporti che si instaurano tra le parti sono accurati ed eleganti, armonici nelle differenze e nelle riprese di colori aurei che se di primo acchito fanno riecheggiare la doppia via dell’eterno e del terreno, assumono in seconda battuta il riverbero di una deviazione nell’oltre.

Detail. Courtesy l’Artista Ph. Michele Nastasi

La danza e la musica che nella ipotetica descrizione dello scudo di Achille ad opera di Gioachino Chiarini vedevano nella consueta forma circolare dell’arma un motivo descrittivo a fasce concentriche, sembrano, nel nostro caso, voler tornare alla memoria. Gli elementi di discontinuità (le differenti roteazioni; la nappa pendente accostata al globo e volutamente sproporzionata) posti dall’artista come parte dell’ardine armonico, scandiscono il movimento non solo dello spettatore e della sua osservazione, ma dell’opera stessa. Si tratta, dunque, di costanti tensioni che contrastano a vicenda e contribuiscono alla variazione. Spostano il movimento dell’opera da una regolarità statica a una proporzione ora soggetta a trasformazione costante.

Courtesy l’Artista Ph. Michele Nastasi

La danza cosmica diventa pertanto danza del caos che già porta con sé l’ordine e il nascere della realtà delle cose. Quanto si viene a costituire è musica e architettura, pittura, scultura e disegno, nella dinamica del tempo. «Il tempo dei mortali e degli immortali», afferma l’artista, «il tempo del ritorno e tempo della destinazione. In una dimensione di giocosa e ironica serietà».

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