08 luglio 2021

Hybrida Tales by Untitled Association #21: Eterotopie Dissidenti e Ospizio Giovani Artisti

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Untitled Association presenta Hybrida Tales, una mappatura di spazi indipendenti, artist-run spaces e associazioni culturali in tutta Italia: nuova tappa da Eterotopie Dissidenti e Ospizio Giovani Artisti

Silvia Muleo, installation view, 2021. Margine, curated by Eterotopie Dissidenti, Hotel Torre Guelfa, Firenze. Ph. Matteo Fiorino

Hybrĭda Tales è la rubrica di approfondimento nata da Hybrĭda, il nuovo progetto con cui Untitled Association ha individuato circa 150 tra spazi indipendenti, artist-run spaces, associazioni culturali e luoghi informali che stanno contribuendo significativamente ad ampliare gli sguardi sul Contemporaneo in Italia oggi.

Con un sistema di interviste a schema fisso, Hybrĭda Tales restituirà una panoramica delle realtà indicizzate, siano esse emergenti o ormai consolidate, e coinvolgerà artisti, operatori culturali, curatori, giornalisti, collezionisti, galleristi per dare vita a un archivio condiviso e collettaneo di riflessioni aperte sulle prospettive, attuali e future, del Contemporaneo.

Qui trovate tutte le puntate già pubblicate.

 

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Eterotopie Dissidenti

Eterotopie Dissidenti nasce a Firenze nel settembre 2020 dalla volontà di Corso Zucconi, Asia Neri e Gianluca Braccini, come occasione di incontro e collaborazione fra artisti. La pluralità di interventi che ha aderito inizialmente al progetto ha trovato una naturale evoluzione in un collettivo impegnato nella sperimentazione e nei processi di incubazione legati ad essa. La forma di residenza rispondeva più ampiamente a questa necessità e, dopo una prima esperienza-pilota, il gruppo si è adoperato a formalizzare un’azione tuttora in divenire, con sede nel trecentesco Palazzo Acciaiuoli.

 

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Cosa unisce la vostra attività, e quella del vostro spazio, alla ricerca attuale sul contemporaneo?

«L’ultimo progetto che abbiamo da poco portato a compimento è stato realizzare una residenza artistica in uno spazio normalmente destinato ad uso alberghiero. La ricerca attuale ha il dovere di affrontare temi sensibili come un turismo sostenibile e la possibilità di riconvertire spazi da destinare a luogo di incontro, lavoro e fruizione d’arte. È dunque nel non luogo che ci siamo concentrati convertendo stanze d’albergo in atelier d’artista prima e poi in sale espositive».

Quali legami sentite con la città/luogo in cui operate? 

«Il legame con Firenze e la sua tradizione è forte, ma mai un ostacolo. Ci siamo trovati durante la circostanza pandemica a vivere un centro cittadino svuotato. Questa marginalità ci ha fatto riflettere sulle possibilità di questo svuotamento, che di fatto ha fatto nascere il nostro progetto e permesso di lavorare in luoghi altrimenti inaccessibili.

Lavorare nel cuore e nella storia della città ci ha consentito di avere risposte dagli stessi cittadini sia durante l’esposizione finale della residenza d’artista all’hotel Torre Guelfa che in occasione di installazioni urbane».

Cosa significa per voi sperimentazione? 

«Sperimentare significa ascoltare e fare. Sebbene produrre arte sia un’impresa non scontata, la vera sfida rimane quella di lavorare coerentemente ai propri ideali e cercare allo stesso tempo di veicolare il percorso ed i risultati ad un pubblico ampio. Per pubblico non intendiamo dei numeri o dei dati, ma far interessare attraverso iniziative artistiche anche chi non mastica il linguaggio dell’arte. Dunque, sperimentare significa offrire una chiave di lettura sul panorama artistico contemporaneo».

Ospizio Giovani Artisti

Dalla sua nascita nel 2013, lo spazio di Ospizio Giovani Artisti organizza mostre con opere di arte moderna e contemporanea appartenenti esclusivamente alla propria collezione. Questi lavori sono donati a O.G.A. dal* artist* stess*, in modo tale da creare mostre tematiche come riflessione continua sul ruolo del coinvolgimento dell’arte nella società odierna.

Ospizio Giovani Artisti è nato con l’intento ironico di esibire opere di artist* over 35, come provocazione e opposizione ai diversi festival e istituzioni che vanno sempre più alla ricerca di giovani artisti.  Ad ogni modo questo limite non verrà pienamente rispettato.

 

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Cosa unisce la vostra attività, e quella del vostro spazio, alla ricerca attuale sul contemporaneo?

«Intento delle mostre tematiche dell’OGA è da sempre quello di stimolare una continua riflessione sul ruolo del coinvolgimento dell’arte nella società odierna».

Quali legami sentite con la città/luogo in cui operate? 

«Roma è una città difficile in cui ‘operare’ attraverso l’arte contemporanea, per la sua forte connotazione classica, legata strettamente a secoli e secoli di incombente passato, che influisce anche sulla percezione del pubblico che viene a visitare le mostre. Ma proprio questa sua particolarità rende la sfida estremamente intrigante».

Cosa significa per voi sperimentazione? 

«La sperimentazione per quello che mi riguarda è un “percorso”, una strada che pervade l’intera esistenza di chi decide di percorrerla, in cui momenti necessariamente razionali ed altri in cui la perdita apparente di coscienza è totale ed inebriante, si incrociano».

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